(AGENPARL) - Roma, 18 Marzo 2026 -
“Oggi il PPE ha dimostrato di non essere più un partito europeista: dopo aver votato con l’estrema destra su asilo e Green Deal, e dopo aver instaurato di fatto un asse Weber-sovranisti, ha bloccato il rafforzamento dei diritti in Europa. Non paliamo di un documento qualsiasi, ma di una relazione sulla Carta dei diritti dell’Unione europea negoziata per mesi, condivisa a livello politico e per la quale si era spesa anche la Presidente Metsola e tutta la compagine europeista del Parlamento europeo. Le parole di Friedrich Merz sulla difesa dei valori europei suonano oggi completamente svuotate: nei fatti, il PPE sceglie di festeggiare i suoi 50 anni alleandosi con chi quei valori li mette in discussione ogni giorno. La relazione conteneva misure essenziali: rafforzamento delle politiche antidiscriminatorie, contrasto ai crimini d’odio, lotta alla disinformazione, legame fra fondi europei e rispetto dello Stato di diritto. Di fronte a questa deriva, anche Ursula von der Leyen non può restare in silenzio: è il momento di chiarire da che parte sta il PPE. Far saltare un accordo costruito in mesi di lavoro mina la fiducia fra gruppi europei e apre una frattura politica evidente. Noi continueremo a batterci perché la Carta sia effettivamente applicata in tutta l’Ue. I diritti fondamentali non sono negoziabili e non possono diventare terreno di giochi politici”. Così Alessandro Zan, europarlamentare Pd.