(AGENPARL) - Roma, 4 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Wed 04 March 2026 Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria
Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria Roma
COMUNICATO STAMPA
Nel corso della serata del 20 febbraio 2026, i militari del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria
Carabinieri di Roma, supportati dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di
Padova, nel contesto di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica del
Tribunale di Padova, finalizzata all’eradicazione di un sistema illecito riscontrato nella gestione dei flussi di
corrispondenza e proteso alla sottrazione di denaro e di beni ivi contenuti, procedevano all’arresto in flagranza
di reato di una 48 enne, dipendente di Poste Italiane e impiegata presso il centro di smistamento postale di
Padova, poiché gravemente indiziata del reato di peculato continuato. La donna, al termine del suo turno di
servizio veniva fermata dagli operanti che, a seguito della perquisizione personale operata in esecuzione di un
decreto delegato dall’A.G. procedente, veniva trovata in possesso di nr. 2 banconote (una da 20 euro risultata
falsa e una da 50 euro risultata genuina), dalla stessa poco prima fraudolentemente sottratte dall’interno di
plichi postali, spediti con raccomandate di cui aveva avuto la materiale disponibilità in ragione delle sue
mansioni di servizio. La donna, espletate le formalità di rito, in aderenza alle disposizioni impartite dalla
competente A.G., veniva sottoposta agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.
Nel medesimo contesto i militari procedevano analogamente anche nei confronti di un’altra impiegata di Poste
Italiane, anch’ella impiegata presso il centro di smistamento postale di Padova, indagata per il reato di peculato
continuato. A seguito della conseguente perquisizione domiciliare i militari procedevano al sequestro di
biglietti augurali, missive, gadget e della somma contante per un valore complessivo di euro 680 in banconote
di vari tagli, presumibilmente sottratti dalla corrispondenza trattata in ragione del suo servizio.
Nel mese di luglio 2025 il Centro Nazionale di Analisi della Banca d’Italia di Roma, organo deputato alla
raccolta e alla classificazione delle banconote euro ritenute di sospetta falsità e ritirate dai flussi di valuta
circolante dai c.d. gestori del contante, aveva segnalato che da alcuni mesi pervenivano numerose
raccomandate inviate dalle filiali del gruppo bancario Intesa San Paolo insistenti nel triveneto, prive delle
suddette banconote e comunque censite nei relativi verbali di ritiro trasmessi. Considerando la progressiva
evoluzione della particolare attività delittuosa che stava compromettendo l’affidabilità del servizio postale
pubblico, causando negativi riverberi anche sul sistema di protezione dell’euro basato sul ritiro delle banconote
ritenute di sospetta falsità, venivano avviate mirata investigazioni con il supporto dell’ufficio “Fraud
Management e Security Intelligence” di Poste Italiane. L’attività consentiva di focalizzare il punto di
compromissione nel centro di smistamento di Padova, principale snodo dei flussi postali per l’intero Triveneto.
La conseguente attivazione di accertamenti tecnici consentiva l’acquisizione di oggettivi riscontri nei confronti
delle suddette impiegate rispettivamente indagate per il reato di peculato continuato. Nel corso delle indagini
venivano accertati 35 episodi di sottrazioni di banconote dai plichi postali destinati alla Banca d’Italia e decine
di aperture di plichi ordinari.
Nella mattinata del 23 febbraio 2026 il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Padova, dopo aver
convalidato l’arresto operato in flagranza, disponeva la remissione in libertà dell’indagata.
Si evidenzia che il procedimento è in fase di indagini preliminari e che le persone indagate devono presumersi
non colpevoli fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.
Roma, 24 febbraio 2026
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