(AGENPARL) - Roma, 5 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Thu 05 February 2026 ———————-
Comunicato Stampa
Allagate le aule del polo scolastico all’interno del carcere
Continua inesorabilmente il degrado e la fatiscenza all’interno del carcere di Livorno.
A seguito delle frequenti piogge degli ultimi giorni l’intero polo scolastico ed altri luoghi, deputati anche alla socialità ed al tempo libero in breve tempo si sono letteralmente ricoperti d’acqua.
Da diverso tempo sollecitiamo il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria a mettere in atto interventi risolutivi e di tutela di queste aree senza ottenere significativi riscontri se non qualche piccola manutenzione.
Il problema strutturale ed ambientale all’interno della casa circondariale ha raggiunto livelli di assoluta criticità che mettono in discussione il diritto allo studio, alla salute della popolazione detenuta.
Importanti aree del carcere sono transennate ed impraticabili in virtù di un cedimento strutturale che ha origini lontane e che con forza si continua a denunciare.
Nell’unica sezione rimasta aperta nell’area della media sicurezza, la sezione ex – transito, si è costretti a vivere in celle fatiscenti sottoposte ad infiltrazioni e muffe ed anche il personale di polizia, sanitario e civile è costretto ad operare in ambienti insalubri e malsani.
Questa situazione non è più procrastinabile e non è più possibile limitare in maniera drammatica la dignità i diritti e il decoro di quanti sono ospitati e lavorano all’interno dell’istituto penitenziario.
Diventa dunque dirimente ed urgente che il nuovo padiglione, ristrutturato dopo anni di lavori venga messo a disposizione e che contestualmente vengano chiusi tutti i reparti ed i luoghi di quelle aree del carcere che versano in condizioni di degrado e fatiscenza.
Da anni ci battiamo perché vengano aperti i nuovi padiglioni, condizione che consentirebbe la costruzione di una nuova storia per la casa circondariale di Livorno e che vengano riguadagnate condizioni di piena agibilità per le persone detenute e per quanti nel carcere operino.
Invieremo contestualmente una forte e nuova sollecitazione al provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria affinché quanto prima vengano messi a disposizione i nuovi padiglioni e si possa uscire da questa fase emergenziale che limita anche tutte le attività finalizzate al rinserimento.
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