(AGENPARL) - Roma, 3 Febbraio 2026 - Le bandiere nazionali di Russia e Bielorussia, comprese le loro versioni storiche e qualsiasi simbolo nazionale riconducibile a questi Paesi, saranno vietate in tutte le sedi ufficiali dei Giochi Olimpici Invernali del 2026 in Italia. Lo rivela un documento ottenuto dall’agenzia TASS, che dettaglia le regole di accesso e gli oggetti proibiti durante l’evento olimpico.
Il divieto si applicherà non solo ai luoghi di gara, ma anche al Centro stampa principale, ai villaggi olimpici e paralimpici e a tutte le aree ufficiali collegate ai Giochi. La misura è coerente con la decisione del Comitato Olimpico Internazionale di consentire agli atleti russi e bielorussi di partecipare esclusivamente come atleti neutrali individuali, senza bandiere, inni nazionali o altri simboli statali.
Secondo il documento, rientrano tra gli oggetti vietati “le bandiere (attuali e storiche) e altri articoli che possano essere associati a Paesi i cui atleti sono ammessi solo con status neutrale”. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire il rispetto delle condizioni di neutralità e prevenire qualsiasi manifestazione politica o simbolica all’interno delle sedi olimpiche.
Oltre ai simboli nazionali, l’elenco degli oggetti proibiti comprende anche megafoni, vuvuzelas, trombe ad aria compressa, altoparlanti e strumenti musicali, così come sedie pieghevoli, stuoie, tende e frisbee, in linea con le consuete restrizioni di sicurezza e ordine pubblico previste per grandi eventi sportivi internazionali.
I Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio 2026. Secondo le informazioni disponibili, tredici atleti russi parteciperanno alle competizioni con status neutrale in discipline come pattinaggio artistico, pattinaggio di velocità, short track, sci, sci alpino e sci alpinismo.
La decisione conferma l’approccio restrittivo adottato dal movimento olimpico nei confronti della Russia e della Bielorussia, mantenendo al tempo stesso una limitata apertura alla partecipazione individuale degli atleti, nel tentativo di separare lo sport dalle dinamiche politiche internazionali.