(AGENPARL) - Roma, 27 Gennaio 2026 - “Confeuro accoglie con favore i dati che evidenziano la crescita dell’export agroalimentare italiano, che si avvia verso il record di circa 73 miliardi di euro, con un contestuale aumento del valore aggiunto del settore. Si tratta di un dato molto incoraggiante – dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – soprattutto in un anno particolarmente complesso, segnato dall’avvio della questione dei dazi statunitensi e da una generale contrazione degli scambi commerciali a livello globale. Nonostante ciò, il nostro Paese continua a crescere, dimostrando una resilienza significativa dell’export agroalimentare italiano, che rappresenta un modello virtuoso e strategico per l’economia nazionale”. Tuttavia, secondo Confeuro, i numeri dell’export non possono essere analizzati in modo isolato, ma devono essere inquadrati in un contesto più ampio che tenga conto anche dei dati relativi all’import: “Non va dimenticato – prosegue Tiso – che l’Italia non è ancora autosufficiente in diversi comparti della produzione agroalimentare, a partire dal grano. Questo elemento strutturale impone una riflessione più approfondita sulle politiche di filiera e sulla capacità produttiva interna”. Un ulteriore aspetto critico riguarda le difficoltà di accesso ai mercati esteri da parte di molte piccole e medie imprese agricole italiane, che continuano a operare quasi esclusivamente sul mercato interno: “Si tratta di una fragilità evidente – sottolinea il presidente di Confeuro – che rischia di accentuarsi ulteriormente con l’entrata in vigore di nuovi accordi commerciali globali, come quello con il Mercosur, i cui effetti economici potrebbero penalizzare in modo significativo il tessuto produttivo più piccolo e meno strutturato”. Alla luce di questo scenario, Confeuro rivolge un appello alle istituzioni nazionali ed europee affinché si proceda con urgenza alla definizione di una strategia organica e di lungo periodo per il settore agroalimentare: È necessario -conclude Tiso – sostenere concretamente le piccole e medie imprese, rafforzare l’autosufficienza produttiva, tutelare il reddito degli agricoltori e garantire condizioni di concorrenza eque. Solo attraverso politiche mirate, investimenti strutturali e una visione condivisa sarà possibile consolidare i risultati dell’export e trasformarli in uno sviluppo equilibrato e duraturo per tutto il comparto agricolo italiano”.
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