(AGENPARL) - Roma, 30 Luglio 2025 - (AGENPARL) – Wed 30 July 2025 *Comunicato Stampa*
*La denuncia della Fp Cgil: “I dipendenti in Z.I. degli uffici
Provveditorato ed Economato dell’Azienda Ospedaliera, da anni costretti a
subire esalazioni ed odori che mettono a rischio la loro salute: la Regione
intervenga!”*
La Fp Cgil Padova denuncia con estrema fermezza la situazione inaccettabile
e profondamente rischiosa per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori
dell’UOC Provveditorato ed Economato dell’Azienda Ospedaliera di Padova,
impiegati negli stabili di via della Navigazione Interna 38, nella zona
Industriale. La Segretaria Generale della categoria, Alessandra Stivali, e
il Segretario Provinciale, Alfredo Sbucafratta, hanno oggi portato alla
luce un problema di lunga data che sta mettendo a repentaglio la salute di
circa quaranta dipendenti, per lo più impiegati amministrativi e personale
tecnico.
Gli stabili in questione, un’ex abitazione privata convertita ad uso
amministrativo, si sono rivelati strutturalmente e funzionalmente
inadeguati per le mansioni svolte. “Si tratta di un problema che cittadini
e comitati presenti nella zona denunciano dal lontano 2005 – spiegano
Alessandra Stivali e Alfredo Sbucafratta –, a quella data, ormai ben 20
anni fa, infatti risalgono i primi articoli della stampa locale che
segnalavano la presenza di odori e miasmi proprio nell’area dove ora si
trovano il magazzino, il provveditorato e l’economato dell’azienda
ospedaliera. Un problema, quindi, di lunga data che non è mai stato
risolto.”
Da anni, le lavoratrici e i lavoratori, impiegati amministrativi e tecnici
che gestiscono le forniture e le gare d’appalto dell’azienda ospedaliera –
un lavoro fondamentale che muove milioni di euro – sono costretti a subire
odori nauseabondi, presumibilmente provenienti da un’azienda chimica
situata a pochi metri di distanza. “Sono anni che accusano malesseri come
dolori alle vie respiratorie, agli occhi, sensazione di nausea e,
recentemente, anche irritazioni alla pelle – continuano i due sindacalisti
– ma negli ultimi quattro anni la situazione è peggiorata drasticamente. Il
sospetto ricade proprio sull’azienda chimica citata prima, in quanto
quattro anni fa ha avuto dei lavori proprio agli impianti dedicati
all’emissione di vapori e gas nell’aria.”
Nonostante le numerose segnalazioni ed esposti indirizzati all’Azienda
Ospedaliera (alla quale è stato chiesto di farsi portatrice dell’appello
alla Regione), all’Arpav, al Sindaco di Padova, all’ULSS e allo SPISAL, la
situazione non ha registrato alcun miglioramento. “In particolare, dopo
l’ennesima segnalazione, qualche anno fa l’Arpav è venuta a fare delle
rilevazioni dell’aria – riferiscono Stivali e Sbucafratta – solo che in
quell’occasione aveva a disposizione degli impianti di rilevamento non
adatti al genere di misurazione necessaria e quindi non ha riscontrato
nulla di significativo. Questo di fatto ha impedito alla Regione di
concedere all’Azienda Ospedaliera di Padova, l’atto giustificativo del
trasferimento di lavoratrici e lavoratori in un ambiente più salubre, dove
non vi sono rischi.”
L’allerta dei due sindacalisti è massima: “Siamo molto preoccupati perché,
dopo tanti anni di esposizione, i dipendenti dimostrano di aver sviluppato
una tolleranza per niente positiva: noi quando andiamo in quegli uffici,
dopo un po’ iniziamo ad avere male alla gola o a lacrimare mentre loro
ormai si sono abituati e non danno i nostri segni di sofferenza.
Aggiungiamo che trattandosi di personale amministrativo non è tenuto, come
altri dipendenti che operano in situazioni a rischio (radiologi, personale
nelle sale operatorie o nei reparti dedicati alle malattie infettive, ecc)
ad essere sottoposto a screening periodici sul loro stato di salute, cioè
non sono monitorati. Ma che la situazione sia preoccupante ce lo conferma
la circostanza che periodicamente qualcuno stia male. In particolare, nelle
giornate in cui l’aria è ferma, come è successo nelle giornate di gran
caldo di qualche settimana fa, la situazione diventa insostenibile, tanto
che almeno 5 dipendenti sono dovuti andare al pronto soccorso.”
“Chiediamo urgentemente un intervento risolutivo da parte della Regione
Veneto – concludono Alessandra Stivali e Alfredo Sbucafratta – che conceda
all’Azienda Ospedaliera la possibilità di trasferire la quarantina di
dipendenti in un’altra struttura, anche in affitto, per evitare che
continuino a subire questa intollerabile situazione che mette a rischio il
loro benessere fisico. La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro
non è un optional, ma un diritto inalienabile su cui non possiamo fare
sconti”.
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