(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2025 - Tutto è veleno, niente è veleno: è la dose che fa il veleno! Un team di scienziati guidato dal professor Csaba Szabo dell’Università di Friburgo ha descritto i meccanismi che inducono le nostre cellule a produrre naturalmente acido cianidrico. Questo gas, tossico se assunto in dosi troppo elevate, svolge un ruolo fondamentale nel corretto funzionamento del nostro organismo. Le implicazioni terapeutiche di questa scoperta sono notevoli.
Considerato tossico, il cianuro di idrogeno non è solo un gas prodotto in modo endogeno e naturale dalle cellule dei mammiferi, ma svolge anche un ruolo fondamentale per il loro corretto funzionamento. Affermare ciò in modo così perentorio non sarebbe stato possibile senza il lavoro del professor Csaba Szabo e del suo team internazionale. In un articolo pubblicato il 3 marzo 2025 sulla rivista Nature Metabolism, gli scienziati svelano per la prima volta i meccanismi alla base della produzione di questo gas e le conseguenze sulla salute quando diventa troppo abbondante o, al contrario, carente.
Una leccata di cianuro
Grazie a esperimenti condotti su cellule umane e topi vivi, Csaba Szabo e i suoi colleghi sono riusciti a osservare che l’acido cianidrico era sistematicamente presente nel corpo. “Siamo riusciti a dimostrare che questo gas viene prodotto in modo naturale, senza interventi o contaminazioni esterne”, spiega Csaba Szabo. Questo fenomeno, già noto nelle piante e nei batteri, non era ancora stato evidenziato nei mammiferi.
Come ogni farmacologo che si rispetti, Csaba Szabo ha quindi cercato di determinare quali elementi fossero responsabili della produzione di questo acido cianidrico.
Aggiungendo glicina alle colture cellulari, lui e i suoi colleghi hanno osservato un aumento della produzione di acido cianidrico: “Abbiamo così dimostrato che la glicina, un amminoacido presente nel nostro corpo, stimola la produzione di acido cianidrico in alcune cellule, come quelle del fegato”.
Importanza della misura giusta
Il team di ricerca doveva ancora capire come l’organismo regola questa produzione per evitare l’accumulo di sostanze tossiche. È in questo contesto che hanno esaminato la rodanese, un enzima noto per il suo ruolo nella detossificazione dell’acido cianidrico.
“Come nel caso della glicina, diversi approcci sperimentali in vitro e in vivo hanno permesso di dimostrare che la rodanese è in qualche modo un agente sminante in grado di disinnescare l’acido cianidrico”, afferma il farmacologo di Friburgo. “Questo enzima lo converte in una forma non tossica (tiocianato), che protegge le cellule da potenziali avvelenamenti.”
Implicazioni terapeutiche
Csaba Szabo è convinto che la scoperta e la comprensione di questi meccanismi di produzione e regolazione dell’acido cianidrico possano avere importanti implicazioni mediche. Ecco due esempi per illustrarlo:
Negli esperimenti di laboratorio, il team di ricerca ha notato che le cellule sopravvivono meglio alla mancanza di ossigeno (ipossia) quando è presente una piccola quantità di acido cianidrico. Per Csaba Szabo questa scoperta potrebbe contribuire a migliorare l’assistenza alle vittime di ictus: “Durante un ictus, le cellule cerebrali soffrono proprio per la mancanza di ossigeno. Poiché ora sappiamo che il cianuro di idrogeno protegge le cellule, possiamo ben immaginare che potrebbe aiutare a limitare i danni successivi a un ictus.”
Il team di ricerca ha anche scoperto che alcune malattie, come l’iperglicinemia non chetotica (NKH), inducono l’organismo a produrre quantità eccessive di acido cianidrico. L’accumulo di questo gas, in questo caso, avvelena le cellule e ne interrompe il metabolismo, provocando effetti deleteri sulla salute che possono arrivare fino a gravi disturbi neurologici. Una volta compreso il ruolo della glicina e della rodanese, si potrebbero prendere in considerazione interventi terapeutici.
Grandi scoperte
Facendo riferimento a Paracelso, il celebre medico svizzero, un gruppo di farmacologi di Friburgo conferma che tutto è veleno, niente è veleno: è sempre e solo una questione di quantità. Questa regola vecchia di cinque secoli vale anche per il cianuro, la cui tossicità è ben nota a tutti!
Già autore di numerose pubblicazioni scientifiche e regolarmente tra i ricercatori più citati al mondo, Csaba Szabo considera tuttavia questa pubblicazione una vera e propria pietra miliare della sua carriera: “Sono convinto che questa sia una delle più grandi scoperte che abbia mai fatto e che cambierà radicalmente il modo in cui concepiamo la biologia cellulare e il metabolismo”.
Fonte:
Szabo, C. (2025) et al. Regolazione del metabolismo cellulare dei mammiferi mediante la produzione endogena di cianuro . Metabolismo della natura . Italiano: https://doi.org/10.1038/s42255-025-01225-w
