(AGENPARL) - Roma, 11 Dicembre 2024 - (AGENPARL) – mer 11 dicembre 2024 REPORT ANNUALE ADEPP. SISTEMA IN OTTIMA SALUTE
VOLA IL PATRIMONIO. I GIOVANI AL CENTRO DI UN SONDAGGIO
114 miliardi di Patrimonio, quasi 13 miliardi di entrate contributive,
mezzo milione di prestazioni erogate, 212 milioni di euro messi in campo
per il welfare integrato: sono questi alcuni dei numeri, contenuti nel
Report annuale elaborato dal centro studi AdEPP, che ancora una volta
fotografano un sistema in ottima salute, gestito da governance attente e
consapevoli delle sfide che sono ancora in atto e dei cambiamenti che
richiedono sempre di più una visione politica/economica/sociale
lungimirante.
Il fenomeno dei pensionati attivi, ad esempio, è una chiara
manifestazione della ‘Silver Economy’, che sottolinea il prolungamento
della vita lavorativa. Alcune casse registrano percentuali superiori al
50% di pensionati che continuano a lavorare.
A questo dato se ne affianca un altro di grande importanza. La
percentuale di professionisti over 60 è quasi raddoppiata negli ultimi
19 anni, evidenziando un cambiamento demografico significativo tra gli
iscritti
Il numero dei liberi professionisti segna un + 20,89%, passando da 1,125
milioni nel 2007 a 1,36 milioni nel 2023, ma sono aumentati anche i
pensionati attivi che continuano a contribuire al sistema.
Cresce il numero delle donne, dal 30% nel 2007 al 41% nel 2023. Un
aumento costante che non si riscontra nelle altre categorie lavorative,
dove la componente femminile è rimasta stabile.
Le libere professioniste costituiscono il 54% degli iscritti sotto i 40
anni, ma questa percentuale scende al 36% nella fascia 50-60 anni,
diminuendo ulteriormente con l’aumentare dell’età. Un tema annoso che
riporta in auge quanto ormai viene sottolineato da tempo: è ancora la
donna ad occuparsi della famiglia, sia di origine sia propria.
REDDITI. AUMENTANO CON L’ESPERIENZA. IL SUD SOFFRE.
Considerando gli effetti dell’inflazione, i redditi reali mostrano una
riduzione del 8,3% dal 2005, evidenziando come, al di là dei dati
nominali, il potere d’acquisto dei professionisti si sia eroso nel
tempo. Questo declino riflette non solo le crisi economiche, ma anche
l’effetto di cambiamenti strutturali nella composizione della platea dei
liberi professionisti.
E, ancora una volta, nel 2023 i redditi medi dei professionisti del Sud
sono inferiori del 46% rispetto al Nord, mentre la differenza tra Centro
e Nord è del 19%, con una disparità di genere persistente in tutte le
macroaree geografiche.
Da sottolineare che I redditi aumentano con l’esperienza. Sotto i 30
anni il reddito medio è di 14.622 €, meno di un quarto rispetto ai
50-60enni. E’ chiaro che la disparità reddituale riflette le difficoltà
iniziali dei giovani professionisti nell’affermarsi.
PRESTAZIONI AL PASSO CON I TEMPI. NON PIU’ SOLO PENSIONI. IL WELFARE E’
SEMPRE PIU’ INTEGRATO
Le prestazioni erogate non si limitano alle pensioni, ma includono
un’ampia gamma di supporti per i professionisti. Le prestazioni IVS sono
cresciute del 138,63%, da 3,3 miliardi nel 2005 a 7,9 miliardi nel 2023.
Vi è stato un aumento significativo delle “altre prestazioni” (+208).
le casse previdenziali hanno destinato oltre 212 milioni di euro al
welfare integrato, con le voci principali legate al fabbisogno sanitario
(97 milioni), caregiving (22 milioni), genitorialità (24 milioni),
sostegno agli studi (24 milioni) e sostegno al reddito (21 milioni),
evidenziando un’ampia diversificazione degli interventi.
IL PATRIMONIO VOLA. LE CASSE DIVERSIFICANO GLI INVESTIMENTI
Il patrimonio aggregato degli Enti Previdenziali Privati è cresciuto del
74% dal 2013 al 2023, passando da 65,6 miliardi a 114,1 miliardi di
euro, con una media annua di crescita del 5,7%, sostenuta da un saldo
previdenziale positivo di 37 miliardi e rendimenti netti medi annui
dell’1,9%.
A fine 2023 i fondi di investimento mobiliari rappresentano il 29% del
patrimonio, seguiti da altri fondi di investimento (23,7%) e Titoli di
Stato (16,8%), con una riduzione della quota di investimenti immobiliari
a favore di maggiore flessibilità e liquidità.
Tra il 2013 e il 2023, c’è un’evoluzione significativa del patrimonio
delle Casse di Previdenza, con una crescente diversificazione degli
investimenti per mitigare i rischi in un contesto economico complesso.
In particolare, con una crescita significativa di fondi mobiliari
(+300%) e azioni (+135%). Ma con una riduzione degli investimenti
immobiliari (-77%).
LE CASSE IN BANCA D’ITALIA
Negli ultimi 11 anni, la quota di investimenti in azioni è cresciuta dal
9,8% al 18,9% degli attivi, inclusa la componente tramite fondi
mobiliari, mentre circa 1,95 miliardi di euro sono stati destinati a
quote di capitale della Banca d’Italia, evidenziando un aumento
strategico per compensare i bassi rendimenti di altri strumenti.
ITALIA E ESTERO. LE CASSE CI SONO
Nel 2023 il 39% degli investimenti delle Casse è localizzato in Italia,
una percentuale che sale al 45% includendo liquidità e polizze
assicurative, con gli investimenti in immobili prevalentemente italiani,
mentre obbligazioni non governative e mobiliari sono principalmente
collocate all’estero.
I GIOVANI AL CENTRO DEL PRIMO SONDAGGIO ADEPP
Il numero totale degli intervistati è di 22.898 (53% donne e 47% uomini
corrispondente alle percentuali di iscritti nella fascia d’età under
40), distribuiti proporzionalmente al numero di iscritti delle diverse
Casse di appartenenza.
Il primo dato non può che far riflettere:, nonostante il 65% degli
iscritti dichiari di conoscere i sistemi previdenziali, solo il 35%
afferma di essere a conoscenza degli strumenti di welfare integrato
offerti dalle Casse
COSA CHIEDONO I GIOVANI? INVESTIMENTI SULLA PROFESISONE E UNA POLITICA
CHE PUNTI ALLA CRESCITA
Quasi tutti i liberi professionisti nutrono una forte consapevolezza
circa l’incertezza, l’instabilità sociale, economica e professionale,
nonché l’imprevedibile variabilità degli scenari globali.
Infatti, far fronte ai bisogni futuri della famiglia e agli eventi
imprevisti sono le voci indicate quali prioritarie verso le quali
destinare i risparmi per poter gestire le emergenze e rispondere alle
situazioni straordinarie. È comunque positivo che una buona percentuale
degli intervistati sarebbe disposta a destinare parte dei risparmi anche
al sistema previdenziale.
I giovani coinvolti in questa indagine hanno anche dimostrato il loro
interesse e la loro condivisione di una politica che punta alla crescita
guardando in modo favorevole – in particolare geometri, notai e periti
industriali – alla destinazione dei risparmi verso investimenti a favore
della professione e allo sviluppo dell’attività.
I giovani professionisti reputano prioritarie le misure volte al
sostegno della Salute: una risposta non scontata considerando l’età
anagrafica della platea degli intervistati.
NUOVE TECNOLOGIE E NUOVE PROFESSIONI. DIFENDERE LA PROPRIA IDENTITA’
I giovani professionisti non sembrano temere i progressi tecnologici e
infatti, la percentuale di coloro che non avvertono la minaccia e/o
un’eventuale sostituzione oscilla tra il 40 e il 70%; soprattutto tra i
professionisti che operano nell’ambito sanitario, più del 60% dei
giovani medici e veterinari mostra la propria sicurezza rispetto alla
possibilità – di fatto – che il proprio ruolo possa essere sostituito o
demandato ad altre figure.
Altri professionisti – come notai, ragionieri e giornalisti (circa il
40% di queste categorie) – sembrano essere più preoccupati del fenomeno,
ancorché si nutrano forti dubbi che l’intelligenza artificiale possa
sostituire integralmente l’intelligenza e la creatività dell’uomo.
La maggior parte dei giovani professionisti continua però ad essere
contraria – in alcuni casi più del 60% degli intervistati –
all’iscrizione presso le proprie Casse di altri lavoratori autonomi o di
professionisti non iscritti ad Ordini, Albi o Collegi.
In particolare, i commercialisti (oltre il 70%), gli psicologi (quasi
l’80%) e i notai (addirittura il 90%) oppongono resistenze e guardano
con ostilità a questa eventualità, al contrario dei periti agrari e
agronomi, dei periti industriali e dei giornalisti che sono invece più
inclini all’apertura e al coinvolgimento di altre figure professionali.
Anche rispetto a questo aspetto però ci sono dei liberi professionisti –
come ingegneri, architetti, medici, che sembrano non riservare troppo
interesse o comunque scarsa consapevolezza della questione e infatti tra
queste categorie abbondano i “non saprei”.
La risposta lascia spazio ad ampi margini interpretativi e numerose
possibilità, ma comunque ciò che emerge – a fronte della evidenza del
cambiamento – è che anche i giovani professionisti non vogliono perdere
la propria identità né rinunciare al proprio ruolo all’interno della
società.
GIOVANI E FAMIGLIA. VORREI MA NON POSSOE FORSE NON VOGLIO
La famiglia anche per i giovani professionisti, che destinerebbero
eventuali risparmi prioritariamente per soddisfarne i bisogni, potrebbe
essere tra i progetti futuri tanto che oltre il 70% vorrebbe costruire
un proprio nucleo familiare con figli.
Eppure, sempre secondo il sondaggio, scelgono deliberatamente di
rinviare o addirittura escludere la scelta di avere figli, non solo per
motivi economici e occupazionali, ma anche perché preoccupati dalla
mancanza di adeguate reti di supporto familiare o di comunità.
Inoltre, anche la possibilità che si possano verificare limitazioni alla
carriera o il timore di un restringimento del tempo personale sono altre
due motivazioni che spingono alla scelta di avere soltanto un figlio.
Da notare che, seppure vi è una complessiva uniformità delle risposte da
parte dei due generi, le donne si sono mostrate, seppure per una ridotta
differenza, meno ottimiste nel poter costruire una famiglia con figli
nel prossimo futuro, indicando (in misura superiore agli uomini), la
difficoltà economica quale motivo principale oltrechè la mancanza di
aiuto e supporto
LA SCELTA DELLE LIBERA PROFESSIONE… NONOSTANTE I COSTI
I giovani professionisti hanno deliberatamente scelto di esercitare la
libera professione, soprattutto per rispettare il loro desiderio di
autonomia e indipendenza (tra il 40 e il 50% degli intervistati hanno
ribadito questa motivazione) nonché l’aspirazione in termini di
prospettive di guadagno (commercialisti).
Infatti, mentre per i commercialisti una delle motivazioni alla base
della scelta della professione vi è una ambizione in termini di
vantaggio economico, si potrebbe pensare che per altri professionisti –
come ad esempio i biologi – la libera professione sia stata una scelta
quasi obbligata dettata dalla mancanza di adeguate offerte di lavoro
alternative, come se il proprio percorso di studi non offrisse maggiori
o diversi sbocchi professionali se non quelli vincolati alla libera
professione.
Vi è inoltre un altro dato interessante – come quello che riguarda i
giornalisti – che in larga maggioranza segnalano di aver intrapreso la
libera professione perché spinti dal contesto sociale e/o dalle
conoscenze personali.
In linea generale, i costi che incidono sull’avvio dell’attività sono
finanziati “in primis” in maniera autonoma e personale dai
professionisti attraverso risorse proprie oppure mediante la richiesta
Trending
- LEGA, APPROVATA AL CONGRESSO LA MOZIONE PER IL MEZZOGIORNO: “IL SUD PROTAGONISTA DEL FUTURO DEL PARTITO E DELLA CRESCITA DEL PAESE”
- Centrosinistra, Bonelli (AVS): “Abbiamo perso la pazienza. Schlein e Conte, vediamoci la prossima settimana
- Pacifico: Grillo e Lugano, il modello che Meloni ignora mentre l’Italia è nella disperazione
- 🔴 Un uomo, un prete, la missione 🔴 L’articolo dell’on. Fabio Porta per «Comunità italiana» (ottobre 2026)
- [Comune Palermo] Zacco e Tramuto: «Centro storico ostaggio degli immobili pericolanti. Basta con i proprietari inadempienti, si proceda con le denunce e gli interventi in danno»
- CS NUOVO OSPEDALE AVEZZANO, LA NOTA DI VERRECCHIA (FDI)
- AOU MODENA | Due nuovi monitor multiparametrici per la Nefrologia del Policlinico di Modena grazie all’Associazione Amici per Sempre di Andrea Gilioli
- Disease Outbreak News: Ebola disease caused by Bundibugyo virus – Democratic Republic of the Congo, Kenya and Nigeria – 23 October
- VVF Incendio tetto
- Antoniozzi:” La cannabis è la droga più pericolosa