(AGENPARL) - Roma, 12 Settembre 2024 - (AGENPARL) – gio 12 settembre 2024 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 12/09/2024, ore 13:07
Consiglio
Lavori Consiglio: Registro speciale odontoiatri, Tariffe per residenti, Esame di bilinguismo ed esigenze professionali
**Voto e mozioni di Team K e Freie Fraktion.**
Con il Registro speciale degli odontoiatri e delle odontoiatre con conoscenza della sola lingua tedesca (presentato dai conss. Ploner F., Köllensperger, Ploner A. e Rieder il 23/08/2024), Franz Ploner (Team K) ha proposto oggi in Consiglio provinciale di impegnare la Giunta provinciale a intervenire presso il Parlamento e il Governo (1) affinché sia resa possibile l’iscrizione degli odontoiatri e delle odontoiatre con conoscenza della sola lingua tedesca in un apposito registro dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Bolzano; (2)affinché all’articolo 1, comma 497, della legge n. 178 del 30/12/2020, vengano aggiunte le parole “e odontoiatri”. Il proponente ha spiegato che nella relativa normativa (legge 30 dicembre 2020 n. 178) è stato introdotto il passaggio che prevede che l’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Bolzano possa iscrivere in un apposito registro tenuto presso l’Ordine dei medici quei medici e quelle mediche che sono in possesso dei requisiti professionali e giuridici per l’esercizio della professione medica, pur conoscendo solo la lingua tedesca, ma l’articolo di legge consente l’iscrizione al registro speciale solo ai medici e alle mediche, non agli odontoiatri e alle odontoiatre con conoscenza della sola lingua tedesca, e che è necessario colmare questa lacuna.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha ricordato un ricorso firmato nel 2019, ed evidenziato che il tema in esame deve far parte del pacchetto relativo all’autonomia che si sta negoziando a Roma, considerando che in provincia la lingua tedesca è equiparata a quella italiana: questo dovrebbe valere per tutti gli operatori sanitari, non solo medici e odontoiatri.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiarito che il problema di base è che la provincia fa parte di uno Stato sbagliato: è inaccettabile che non si possa comunicare nella madrelingua della maggior parte dei sudtirolesi. Ha aggiunto che in ospedale sono sempre meno i medici che parlano tedesco, anche perché alla scadenza dei 4 anni previsti per impararlo vanno via, ma vengono sostituiti da medici che al pari loro non lo conoscono. I titoli acquisti in Austria o Germania, ha aggiunto, devono essere riconosciuti automaticamente.
Renate Holzeisen (VITA) ha rilevato che il registro speciale viene gestito dall’ordine dei medici chirurghi e odontoiatrici, aggiungendo che è inaccettabile che gli ordini siano regolati da norme approvate durante il fascismo. Va considerato che gli ordini dei medici ormai hanno grande potere anche sui liberi professionisti, e che ormai vengono utilizzati come lungo braccio dell’OMS. Ha quindi sostenuto la mozione.
L’ass. Hubert Messner ha chiarito che è vero che nella legge riguarda solo i medici e non gli odontoiatri, ed è vero che dovrebbe riguardare molte altre categorie. Ha quindi ricordato l’iter relativo al riconoscimento delle professionalità senza la competenza della lingua, che la Corte costituzionale ha cassato, e diversi interventi in merito del presidente della Provincia: il Ministero della Salute ha però assicurato che tutto questo verrà regolato con legge statale, e inoltre sarà elaborata una norma di attuazione per tutti i profili professionali; un’apposita lettera sarà inviata al min. Schillaci e ci sarà un altro incontro. Vero è che gli odontoiatri che sanno solo il tedesco, così come altri profili professionali, dovrebbero poter lavorare in Alto Adige, e vero è che l’iter di riconoscimento dei titoli è molto lungo, ma si sta cercando di ottenere una competenza in tal senso, per non perdere preziose professionalità che in Austria possono cominciare a lavorare subito. Franz Ploner ha ribadito che la problematica è acuta e riguarda anche altri ordini, aggiungendo che il problema riguarda solo coloro che vengono dall’estero. Ci vuole una norma d’attuazione. IL voto è stato quindi respinto con 12 sì, 15 no e 3 astensioni.
Di seguito, Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha presentato la Tariffe vantaggiose e biglietti per il tempo libero per residenti: compensare il caro prezzi dovuto al turismo (presentata dal cons. Leiter Reber il 23/08/2024), con la quale intendeva incaricare la Giunta provinciale (1) di implementare, coinvolgendo le parti sociali e gli stakeholder del turismo, i presupposti organizzativi e giuridici per introdurre delle tariffe ridotte (biglietti giornalieri, ingressi) nell’ambito del turismo estivo e invernale per rendere l’offerta di attività ricreative e culturali accessibile per la popolazione locale; (2) di introdurre un biglietto combinato (“biglietto per il tempo libero”, biglietto annuale) a prezzi ridotti per la popolazione locale, coinvolgendo le parti sociali e gli stakeholder del turismo, nonché in collaborazione con gli impianti di risalita e le strutture per le attività ricreative e culturali che ottengono sostegni diretti e indiretti provenienti dal bilancio della Provincia autonoma di Bolzano. Il turismo, ha detto il proponente, da una parte offre molti vantaggi, per esempio in termini di posti di lavoro e infrastrutture, ma dall’altra contribuisce tanto all’innalzamento dei prezzi, non solo quelli degli alloggi: per esempio, sono cafri i biglietti d’ingresso in varie strutture e gli skipass, considerati anche gli stipendi medi.
‘Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha specificato che la scuola di sci di Obereggen offre corsi per bambini residenti a prezzi vantaggiosi e aggiunto che non è corretto sputare nel piatto dove si mangia, maledicendo il turismo, di cui tutti vivono, non solo chi vi opera. Il male maggiore è il benessere fittizio che è stato creato nella società: basta vedere i bambini con tutti i cellulari a loro disposizione. Un altoatesino su due è indebitato, ma se si vuole andare al ristorante bisogna prenotare 2 settimane prima: c’è chi vive al di sopra delle proprie possibilità. Ha sostenuto la mozione, ma invitato a non dare sempre la colpa al turismo.
Sandro Repetto (Partito Democratico), ritenendo il turismo una colonna portante della Provincia, ha sostenuto la proposta, che dovrebbe riguardare tutte le strutture che hanno ricevuto un contributo pubblico. Ha ricordato l’ampliamento del depuratore delle acque per la Val Gardena, andato in sofferenza per la diffusione delle strutture wellness, quale esempio dell’aumento delle spese pubbliche dovute ad aumento del flusso turistico: i cittadini avrebbero diritto al ristoro di alcune situazioni.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato che in Tirolo si discute di questi biglietti per il tempo libero ed esiste una carta Euregio con tariffe vantaggiose per i locali, ma un turista ha fatto causa in merito e gli hanno dato ragione. Anche il Guest Pass, tuttavia, può essere visto come discriminazione dei residenti: la sentenza ha ripercussioni sulla provincia di Bolzano? Si può intervenire a livello giuridico? Forse è opportuno un intervento a livello europeo sulla direttiva sui servizi; anche perché la popolazione locale deve avere la percezione che la presenza del turismo offra vantaggi, non solo svantaggi.
Paul Köllensperger (Team K) ha appoggiato la mozione, non per criticare il turismo che è importante per l’Alto Adige, ma ha un impatto sulla qualità della vita delle persone. La tassa di soggiorno richiesta è troppo bassa, e la popolazione altoatesina deve poter godere di tariffe vantaggiose: tutte le strutture che hanno ricevuto contributi pubblici dovrebbero dare agevolazioni alla popolazione locale.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato che l’accettazione del turismo da parte della popolazione locale non c’è più ovunque, e questo è preoccupante perché il turismo è fondamentale per la provincia. Ha quindi sostenuto la proposta, invitando a integrare le tariffe vantaggiose nell’Alto Adige Pass.
L’ass. Luis Walcher ha chiarito che la mozione suona bene, aggiungendo di essere in costante scambio con il proprio omologo tirolese, avendo problemi simili. Il Tirolo sta studiando il sistema di mobilità altoatesino, compresa la Guest Card; in Alto Adige sono in vigore Alto Adige Pass, Euregio Family Pass utilizzabile anche in diversi negozi, l’Alto Adige pass per i senior, la promozione per gli impianti di risalita con riduzione di tariffa del 30%. Allo stesso tempo, si prende esempio qui dal modello tirolese, considerando che il turismo mantiene in vita la provincia, pur comportando problemi. Si sta lavorando in quest’ambito, ma la mozione non può essere approvata. Leiter Reber si è rammaricato che Walcher e Anderlan interpretassero male la sua proposta, che nulla ha a che fare con la mobilità, settore in cui ci sono già delle opportunità: la sua proposta riguarda un biglietto per il tempo libero conveniente per chi vive in Alto Adige tutto l’anno. La mozione è stata quindi respinta con 15 sì e 17 no.
Di nuovo Franz Ploner (Team K) ha presentato la Adeguamento dell’esame di bilinguismo alle esigenze professionali (presentata dai conss. Ploner F., Köllensperger, Ploner A. e Rieder il 29/12/2023), al fine di impegnare la Giunta provinciale (1) a intraprendere nuovi percorsi per verificare la conoscenza delle lingue – tedesco e italiano – necessaria per svolgere una professione sanitaria di livello accademico, richiedendo il livello B2 del QCER e prevedendo un esame di livello C1 basato sul linguaggio dell’ambito medico. La valutazione delle conoscenze del linguaggio medico a livello C1 sarà effettuata da una commissione in collaborazione con l’Ordine dei medici; (2) a prevedere corsi intensivi di terminologia medica sul posto di lavoro al fine di raggiungere le competenze linguistiche richieste, e a sostenere l’insegnamento tra pari (peer tutoring) per promuovere l’apprendimento della seconda lingua. Il proponente ha fatto riferimento al caso dell’abbandono da parte del medico di base 35enne di Andriano perché, per l’ennesima volta, non ha superato l’esame di bilinguismo, e al fatto che egli aveva lamentato che gli argomenti da trattare nelle prove non avevano niente a che fare col suo lavoro quotidiano. Ha aggiunto che ai medici stranieri basta il livello B2 del QCER (quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue), mentre il livello C1 è richiesto solo per la terminologia di settore.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato la discussione del 2019 sul tempo a disposizione per imparare la lingua, e i suoi dubbi sull’efficacia della disposizione espressi già allora: bisogna avere il coraggio di dire che chi vuole lavorare in ospedale in provincia di Bolzano deve conoscere il tedesco, ed eventualmente promuovere anche l’arrivo all’estero di personale che conosce il tedesco. Così come per guidare serve la patente, per lavorare in ospedale bisogna conoscere la lingua: non ha senso ridurre le conoscenze linguistiche, piuttosto bisogna verificarle regolarmente.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha ricordato che il suo gruppo era già intervenuto sull’antinomia normativa della disposizione che lasciava 5 anni per imparare la lingua e l’impossibilità di prorogare un contratto a termine oltre i tre anni, ha quindi sostenuto la mozione di Ploner quale passo avanti importante per reagire alla mancanza di personale e riconoscere il grande impegno di medici e infermieri, reagendo alla carenza di personale.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha evidenziato che nella cura è importante anche la lingua e ricordato che il sen. Zeller aveva proposto un secondo registro per i medici che sanno solo il tedesco. Tuttavia, la situazione non è migliorata e nel 201 sono stati sospesi 111 medici non vaccinati.
L’ass. Hubert Messner ha evidenziato il plusvalore del bilinguismo, uno dei pilastri dell’Autonomia, che non va criticato; aver superato l’esame di bilinguismo è un requisito per lavorare nell’Azienda sanitaria, e le conoscenze linguistiche previste sono in linea con i titoli universitari richiesti – medici e odontoiatri devono avere il C1 – anche in Austria è richiesto ora il C1 per lavorare nel sistema sanitario: la lingua e la comunicazione sono aspetti fondamentali per l’attività medica. L’Azienda sanitaria cerca di risolvere il problema, ed è vero che il periodo in cui è permesso operare senza patentino è stato ridotto a 3 anni, ma ci sono proroghe nel caso si tratti di LEA e vengono messi a disposizione corsi di lingua interni all’Azienda, sulla base del fabbisogno rilevato. Attualmente nella Sabes ci sono 487 collaboratori che non dispongono di attestato di bilinguismo, pari al 4,8% – per medici e infermieri si tratta del 9,7%: in generale, pertanto, ci sono persone in grado di comunicare in entrambe le lingue, e da ottobre partiranno ulteriori 19 corsi di lingua, dopo i corsi intensivi organizzati nei mesi scorsi insieme al peer-tutoring, molto ben accolto; vengono pagati anche corsi intensivi di lingua all’estero. L’Azienda sanitaria sta facendo molto, abbassare il livello linguistico sarebbe possibile solo modificando lo Statuto. Franz Ploner ha chiarito che non si tratta di abbassare le conoscenze linguistiche, bensì di introdurre un esame C1 specifico per la materia, così come previsto anche in Germania dalla Conferenza dei Ministri. Ha aggiunto che oggi i referti non sono rilasciati in forma bilingue. Messa in votazione, la mozione è stata respinta con 11 sì, 16 no e 3 astensioni.
I lavori del plenum proseguono nel pomeriggio a partire dalle 14.30.
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