(AGENPARL) - Roma, 8 Novembre 2023 - (AGENPARL) – mer 08 novembre 2023 *Comunicato stampa*
*Padova. Trovato l’accordo sull’addizionale comunale IRPEF per il 2024 tra
il Comune e i Sindacati*
*Le segreterie confederali provinciali di Cgil Cisl e Uil, insieme alle
rispettive categorie dei pensionati, soddisfatte del risultato raggiunto:
“La rimodulazione dell’addizionale comunale IRPEF è ispirata a principi di
equità, progressività e solidarietà, in piena applicazione dello spirito
costituzionale”*
“L’art. 53 della Costituzione italiana recita testualmente: ‘*Tutti sono
tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità
contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività’*.
Ebbene, è stato ispirandoci a questo principio che abbiamo condotto la
trattativa con il Comune di Padova e abbiamo raggiunto un importante
risultato. Il superamento dell’addizionale unica, attraverso l’introduzione
di aliquote differenziate sulla base dei redditi dei contribuenti, ottiene
tre risultati: un maggior gettito fiscale complessivo, un concreto sostegno
ai bisogni delle fasce più deboli e il mantenimento dei servizi comunali.
Siamo soddisfatti”.
È così che le segreterie provinciali di Cgil Padova, Cisl Padova e Rovigo e
Uil Padova – insieme a Spi Cgil Padova, FNP Cisl Pensionati Padova e Rovigo
e Uil Pensionati – hanno commentato l’approvazione da parte del Consiglio
Comunale, avvenuta ieri martedì 7 ottobre, della mozione con cui si
rimodulano le aliquote dell’addizionale comunale IRPEF per il Bilancio
previsionale 2024.
“In pratica – proseguono i sindacati – si passa da un’unica addizionale
allo 0.7%, cui erano tenuti tutti i redditi superiori ai 15 mila euro,
soglia di esenzione che è stata mantenuta, ad un’aliquota dello 0,69% per i
redditi inferiori ai 28 mila euro, allo 0,79%, per i redditi tra i 28 mila
e i 50 mila euro e di 0,80% per i redditi superiori ai 50 mila euro.
Sostanzialmente, il Comune di Padova, attraverso un proficuo confronto con
le parti sociali, ha tenuto conto della difficile congiuntura economica e
ha deciso di non farla scontare ai cittadini con redditi medio bassi, in
stragrande maggioranza lavoratori dipendenti e pensionati, ma di chiedere
un contributo di solidarietà a chi se lo può permettere. In questo modo il
Comune riesce a mantenere i servizi erogati e a difendere quelle fasce
deboli di popolazione che ne hanno bisogno. Era l’obiettivo che ci eravamo
prefissati”.
“Accanto a questo – concludono le sigle sindacali – abbiamo concordato con
il Comune sull’opportunità di continuare il contrasto all’evasione fiscale
(che in questo Paese raggiunge quasi 100 miliardi di euro l’anno),
intensificando gli accertamenti in una sempre maggior sinergia con
l’Agenzia delle entrate. Attendiamo segnali in questo senso anche dal
Governo nazionale”.
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