(AGENPARL) - Roma, 23 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – lun 23 ottobre 2023 AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA
Sede legale: Via del Vespro n.129 – 90127 Palermo
DIREZIONE GENERALE
UFFICIO STAMPA
Web: www.policlinico.pa.it
Assistenza ai rifugiati e ai migranti vittime di tortura: siglato protocollo d’intesa
tra Policlinico, Dipartimento PROMISE e Medici senza frontiere
La presa in carico di rifugiati e migranti richiedenti protezione internazionale sopravvissuti
a tortura e altre forme di violenza: è quanto prevede il protocollo d’intesa siglato tra il
Policlinico Paolo Giaccone, il Dipartimento “PROMISE”, Promozione della Salute,
Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro”
dell’Università degli Studi di Palermo, e Medici senza frontiere.
L’attività, che prevede un intervento multidisciplinare e integrato di tipo clinico-
assistenziale, vede protagonisti l’ambulatorio di Medicina delle migrazioni dell’Azienda
ospedaliera universitaria e l’unità operativa di Medicina legale dove è stato istituito, sulla
base di un precedente protocollo tra MSF e Promise, un Centro di riferimento per la
certificazione medico-legale nell’ambito della procedura per il riconoscimento della
protezione internazionale.
Il Commissario dell’AOUP Maurizio Montalbano commenta: “L’iniziativa è nel solco della
tradizione del Policlinico che vanta una lunga esperienza nell’assistenza ai migranti
attraverso l’ambulatorio di Medicina delle migrazioni. In un momento in cui l’insofferenza e
l’intolleranza creano guerre e distruzioni, rafforzare le iniziative di solidarietà è un dovere
irrinunciabile delle Istituzioni. Siamo stati dunque lieti di ampliare la nostra attività con la
convenzione firmata con Medici senza frontiere. Attraverso un modello di intervento
sociosanitario multidisciplinare, i rifugiati e migranti sopravvissuti a tortura e altre forme di
violenza saranno inseriti in percorsi terapeutici adeguati alle loro necessità in cui
troveranno assistenza medica e psicologica”.
Referenti del progetto sono la professoressa Stefania Zerbo, associato di medicina
legale, e la dottoressa Giuseppina Rizzo, responsabile dell’ambulatorio di Medicina
delle migrazioni del Dipartimento Medico diretto dal professore Mario Barbagallo.
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“Per la prima volta in Italia abbiamo avviato un progetto con un’Istituzione pubblica e
in particolare un Policlinico universitario – commenta Giuseppe De Mola capo progetto
vittime di tortura di MSF- Questa iniziativa è importante per diversi aspetti, per
l’assistenza medica, per la parte di ricerca e didattica che ci consentirà di coinvolgere
nell’attività anche gli specializzandi e perchè Palermo è strategicamente importante
per la sua posizione geografica. L’obiettivo – illustra De Mola – è quello di creare un
polo di rilevanza nazionale e internazionale sui temi legati alla tortura e ai sopravvissuti a
tortura che offra un servizio specializzato che coniughi presa in carico clinico-
assistenziale rigore scientifico ed alta formazione e in cui saranno coinvolte altre
organizzazioni internazionali. La prima tappa di questo percorso sarà il workshop che
si terrà il 12 e 13 dicembre “Sopravvivere alla tortura – Sfide, buone pratiche e
prospettive di lavoro”, organizzato in collaborazione con docenti dell’AOUP e
dell’Universita? degli Studi di Palermo”.
Per lo svolgimento dell’attività MSF fornirà un medico, 2 psicologi, un assistente sociale,
un esperto di promozione della salute, mediatori interculturali e volontari addetti, in
particolare, al servizio di informazione e orientamento sociosanitario. Tutte figure
professionali, queste, che si coordineranno con il personale dell’Azienda ospedaliera
universitaria.
Il modello clinico-assistenziale prevede una prima valutazione e l’eventuale presa in carico
di primo livello dei potenziali beneficiari del servizio presso l’Ambulatorio di Medicina delle
Migrazioni e – in caso di necessità – l’invio alle varie unità operative specialistiche del
Policlinico per la diagnostica e l’assistenza di secondo livello, attraverso canali dedicati.
Per attività di raccolta e analisi dei dati e di divulgazione e ricerca scientifica relative alla
presa in carico di migranti, richiedenti asilo e rifugiati sopravvissuti a tortura e altre forme
di violenza intenzionale sarà coinvolto il Centro Interdipartimentale di Ricerca (CIR)
“Migrare” (macroarea tematica “Salute globale e vulnerabilità”), il cui coordinamento ricade
nell’ambito del Dipartimento PROMISE diretto dal professore Antonio Carroccio.
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L’Ambulatorio delle migrazioni dalla sua riapertura nel 2022, dopo lo stop durante
l’Emergenza Covid, ha in cura circa 800 pazienti. “Adesso la nostra attività di routine –
afferma la dottoressa Rizzo -, svolta anche in favore dei migranti senza permesso di
soggiorno, viene ulteriormente sviluppata con la presa in carico di vittime di tortura che
avranno un percorso dedicato. In questo percorso Medici senza frontiere svolgerà un
grande lavoro al nostro fianco”.
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