(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2023 - (AGENPARL) – ven 26 maggio 2023 comunicato stampa
scheda tecnica
la mostra
biografia Letizia Battaglia
Terme di Caracalla. Due nuovi ambienti
colophon mostra
Terme di Caracalla. Storia e numeri
selezione immagini per la stampa
letizia
battaglia
senza
fine
Roma, Terme di Caracalla
27 maggio – 5 novembre 2023
Comunicato stampa
Roma, 26 maggio 2023
Le Terme di Caracalla, ampliando il loro percorso di visita, accolgono dal 27 maggio al 5 novembre 2023 la
mostra Letizia Battaglia Senza Fine, un omaggio alla fotografa siciliana, paladina dei diritti civili.
«Letizia Battaglia rappresenta un connubio esemplare tra impegno civile, sentire sociale e sguardo
artistico – spiega Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma –. Nel trentesimo anniversario degli
attentati a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio al Velabro la Soprintendenza le dedica questa
mostra, inaugurando alla fruizione due nuovi ambienti delle Terme di Caracalla, per dimostrare come le
sue immagini raccontino a tutto tondo un’epoca entrando a pieno titolo nella storia della fotografia».
Promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma diretta da Daniela Porro, organizzata da Electa in collaborazione
con l’Archivio Letizia Battaglia e la Fondazione Falcone per le Arti, la mostra è curata da Paolo Falcone.
«Questo nuovo progetto mantiene la tradizione di comporre un’opera unica, atematica, atemporale
e priva di gerarchie dove fotografie iconiche, appunti di viaggio, vita quotidiana costruiscono una
narrazione aperta per conoscere e scoprire i tanti aspetti di Letizia Battaglia. E la sua grandezza – dice
il curatore, Paolo Falcone -. Una costellazione di fotografie dove amore e dolore, dolcezza e dramma,
passione e impegno, raccontano momenti della nostra storia».
Una selezione di 92 fotografie di grande formato riassume cinquant’anni del lavoro fotografico (1971-2020) di
Battaglia con immagini iconiche, meno conosciute o inedite. La mostra si lascia scoprire attraverso la visita al
monumento: a un focus narrativo all’interno della monumentale natatio, le Terme di Caracalla aggiungono con
questa esposizione due nuovi ambienti dove sono esposti altri nuclei fotografici.
«Con questa mostra si allargano gli spazi di fruizione per i visitatori – dichiara Mirella Serlorenzi, Direttore
del sito –. La Soprintendenza ha ripristinato un ingresso originale alla palestra occidentale e nell’altra
sala, con la vasca, individuato il sistema di riscaldamento e un lacerto di mosaico geometrico. La continua
attività di restauro delle Terme di Caracalla è una occasione di studio, ricerca e scoperta su questo
incredibile monumento».
L’esposizione all’interno dell’area archeologica trae beneficio da un allestimento che rende omaggio a un’altra
grande artista: l’architetta Lina Bo Bardi. A lei si devono gli espositori in lastre di cristallo temperato del Museo
de Arte de São Paulo, in Brasile. Ai suoi famosi cavaletes del 1968 si ispirano le strutture espositive delle
fotografie di Letizia Battaglia.
L’iniziativa si inserisce nel Caracalla Festival 2023 del Teatro dell’Opera, così nei giorni 25 e 28 luglio e 1°
agosto presso il Teatro del Portico si terranno degli incontri dedicati a Letizia Battaglia e alla ricorrenza
dell’attentato. In questa occasione sarà presentato il volume “Letizia Battaglia Senza Fine”, edito da
Electa, dedicato alla fotografa siciliana.
«Sono particolarmente emozionato – dichiara Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro dell’Opera
di Roma – che il Caracalla Festival 2023 ospiti la mostra di Letizia Battaglia che ha dedicato tutta la sua vita
all’impegno civile e politico e alla fotografia. Ritrovare le sue opere in uno spazio meraviglioso come quello delle
Terme di Caracalla, sarà come renderle un omaggio grato e commosso».
La mostra inoltre offre l’opportunità di ricordare i trent’anni dagli attentati a San Giovanni in Laterano
e a San Giorgio al Velabro a Roma, avvenuti nella notte tra il 27 e il 28 luglio 1993. Una ferita nel cuore
della città storica, che si lega alle immagini più note della fotografa, quelle della spietata guerra di mafia
degli anni Settanta e Ottanta, una delle pagine più sanguinose, poetiche, struggenti e drammatiche
della Sicilia, ma soprattutto allo spirito di Letizia Battaglia che ha sempre guardato alla fotografia come
strumento di intervento e denuncia sociale.
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Scheda tecnica titolo Letizia Battaglia Senza Fine
sede Roma, Terme di Caracalla
viale delle Terme di Caracalla, 52
promossa da Soprintendenza Speciale di Roma
Archeologia Belle Arti e Paesaggio
Organizzazione Electa
in collaborazione con l’Archivio Letizia Battaglia
e la Fondazione Falcone per le Arti
a cura di Paolo Falcone
periodo 27 maggio – 5 novembre 2023
orari 9.00 – 19.15 fino al 30 settembre
lunedì chiuso
aperto venerdì 2 giugno
biglietti 13 € intero
7 € ridotto
2 € diritto di prevendita on-line
riduzioni e gratuità secondo la normativa vigente
prevendita www.coopculture.it
uffici stampa Electa
Gabriella Gatto
Soprintendenza Speciale di Roma
Luca Del Fra
Valentina Catalucci
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La mostra
Letizia Battaglia è riconosciuta come una delle figure principali nella storia della fotografia
internazionale. Viene universalmente ricordata soprattutto per il coraggio, manifestato al tempo della
collaborazione con il quotidiano L’Ora di Palermo, per le immagini realizzate durante la sanguinosa
guerra di mafia degli anni Settanta e Ottanta. La fotografia per Letizia Battaglia è un importante
strumento per la sua emancipazione di donna e di madre. Ma, nel tempo, ne comprende il ruolo sociale
e di denuncia che può assumere nella società.
Senza Fine è un omaggio a Letizia Battaglia. La mostra – pur offrendo una visione unitaria di un
lavoro durato cinque decenni – ricalca il suo modo di rompere gli schemi con un progetto unico,
distribuito su più spazi, dove una selezione ampia di fotografie narrano in modo atemporale, non
cronologico, atematico i molteplici aspetti del suo modo di fare fotografia.
Senza Fine è un omaggio anche all’architetta Lina Bo Bardi (1914-1992) e all’allestimento realizzato nel
1968 per la collezione d’arte del MASP-Museu de arte de São Paulo in Brasile, dove sospende le opere
con dei cavalletti di cristallo. Per le Terme di Caracalla i cristalli diventano una foresta sospesa, con
fotografie bifacciali di grande formato che abitano quattro differenti ambienti, venendo così a creare
una installazione aperta, non verticale e gerarchica, delle opere fotografiche.
Le immagini più note di Letizia Battaglia consegnano alla storia una delle pagine più sanguinose,
poetiche, struggenti e drammatiche della Sicilia. Ma questa mostra intende aprirsi a un universo
di fotografie realizzate fuori dalla sua terra, tappe di viaggi fondamentali per comprendere in
modo più profondo l’insieme della sua opera e del suo pensiero. Fotografia, cronaca e vita privata
confluiscono in unico percorso, che mette in luce la straordinaria sensibilità e umanità della
fotografa palermitana. Alla sua città è dedicata una selezione di lavori realizzati all’ospedale
psichiatrico, dove Battaglia coinvolgeva e rendeva protagonisti i pazienti. Un appuntamento che
ha rinnovato più volte negli anni. Graziella del 1983 è uno di questi scatti e apre la mostra.
Letizia Battaglia è una fotografa autodidatta. La fotografia scaturisce come una necessità e un’esigenza.
Non conosce la tecnica e ha poche nozioni fotografiche. Sviluppa però immediatamente sensibilità e
naturalezza nel comporre le immagini. Si trova al centro della scena, a contatto diretto con il soggetto
da fotografare, a distanza di un cazzotto o di una carezza – come siamo soliti ripetere – ma sempre con
rispetto e dignità. Usa una Pentax K 1000 e con un grandangolo fotografa in modo incisivo. Negli anni
cresce la sua abilità tecnica e approfondisce la conoscenza dei grandi maestri. Il suo stile, però, rimane
molto personale. Plasticamente è più vicina alla scuola americana e alla fotografia d’autore francese,
piuttosto che a quella italiana.
Dopo le stragi di Falcone e Borsellino e dei loro agenti di scorta nel 1992, e dopo la barbara
uccisione di Padre Pino Puglisi a Brancaccio, Letizia Battaglia decide di non fotografare più i fatti
di mafia. L’ultima immagine, un ritratto che diventa icona contemporanea nella lotta alla mafia,
è del 1993 e ritrae Rosaria Costa. Vedova dell’agente Vito Schifani ucciso nell’attentato contro il
giudice Giovanni Falcone, il 25 maggio 1992, al funerale del marito nella cattedrale di Palermo,
pronuncia una compassionevole invettiva contro la mafia: io vi perdono, però vi dovete mettere in
ginocchio, però, se avete il coraggio… di cambiare… loro non cambiano.
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Letizia Battaglia comincia l’attività di fotoreporter agli inizi degli anni Settanta, a Milano. Collabora con la
rivista Le Ore e con il periodico ABC. Di quegli anni gli scatti della prima manifestazione del movimento
femminista, Pier Paolo Pasolini al Cinema Turati ritratto durante un doloroso dibattito contro la censura.
Franca Rame e Dario Fo sul palco della Palazzina Liberty. A Genova Fotografa il processo contro il
quotidiano L’Ora .
Nel 1974 torna a Palermo. Da quel momento, e fino al 1991, dirige il team fotografico del
quotidiano pomeridiano L’Ora . Dalla cronaca nera agli incidenti d’auto, dai comizi politici allo
spettacolo nulla sfugge al suo obiettivo. Nel 1975 conosce a Venezia il giovane attore milanese
Franco Zecchin. Nasce un grande amore. Franco raggiunge Letizia a Palermo. Anche lui inizia a
fotografare e, insieme, durante diciotto anni, scrivono una delle pagine più struggenti della storia
della fotografia italiana.
L’ascesa del clan dei Corleonesi con Totò Riina e Bernardo Provenzano al vertice della famiglia mafiosa
e poi della “Commissione”, la struttura che comanda Cosa Nostra, apre una terribile stagione di sangue,
che dal 1977 assorbe totalmente la vita dei due fotografi. Una carneficina che colpisce a morte non solo
i mafiosi in guerra tra loro per il dominio del territorio e del traffico di stupefacenti, ma che scatena una
guerra contro lo Stato e contro tutti coloro che contrastano il potere dei clan.
Letizia Battaglia penetra nel cuore di Palermo dove ricchezza e povertà convivono con
rassegnata indifferenza. Entra nei vicoli, nei rioni, nei palazzi dell’aristocrazia. Realizza immagini
forti e dolci, poetiche e drammatiche, che descrivono con rispetto la realtà sociale. Dopo gli anni
delle immagini di mafia, le bambine tornano ad essere tra le protagoniste della costellazione
visiva della fotografa. Immagini e sguardi pieni di dignità, con cui Battaglia e le “sue” bambine
costruiscono un dialogo empatico, intimo e profondo. Le bambine e i bambini sono protagonisti
non solo in Sicilia. Dalla Russia alla Turchia Battaglia insegue il loro sogno, i loro sguardi, la
profondità di una giovane e fragile esistenza.
Tra gli ultimi progetti di Letizia Battaglia, prima della sua scomparsa nell’estate del 2022, una
serie di nudi femminili: immagini poetiche e d’amore. Tra queste Olimpia a Mondello, del 2020,
che chiude il percorso di mostra.
Letizia Battaglia, nata a Palermo nel 1935, è tra le prime donne fotoreporter italiane.
Dirige dal 1974 al 1991 il team fotografico del quotidiano del pomeriggio L’Ora di
Palermo e fonda con Franco Zecchin l’agenzia Informazione Fotografica . È stata
attivista, fotografa, editrice, regista, ambientalista, assessore alla Vivibilità con la
giunta di Leoluca Orlando negli anni della Primavera di Palermo, deputato regionale
dell’Assemblea Regionale Siciliana e molto altro. È cofondatrice del Centro Siciliano di
Documentazione “Giuseppe Impastato”.
È la prima donna (con Donna Ferrato) e il primo autore europeo a ricevere nel 1985
a New York il W. Eugene Smith Grant per la fotografia sociale e nel 1999 a San
Francisco il Mother Jones Photography Lifetime Achievement Award per la fotografia
documentaristica. Nel 2007 a Colonia la Deutsche Gesellschaft für Photographie le
assegna il Dr. Erich Salomon Award. Nel maggio 2009 viene premiata a New York con
il Cornell Capa Infinity Award. È fondatrice nel 1986 della rivista Grandevù – Grandezze
e bassezze della città di Palermo, nel 1991 della rivista Mezzocielo, bimestrale
realizzato da sole donne e nel 1992 delle Edizioni della Battaglia .
Nel 2017 il New York Times l’ha inserita tra le undici donne del pianeta più
rappresentative dell’anno. È tra le mille donne segnalate per il Nobel per la pace dal
Peace Women Across the Globe. Ha tenuto mostre personali e collettive in importanti
musei e istituzioni in Italia e all’estero tra i quali Centre Georges Pompidou di Parigi,
Tate Modern di Londra, Palais de Tokio di Parigi, Museum of Contemporary Art di
Chicago, Biennale of Istanbul, Palazzo Grassi, Fondazione Pinault di Venezia, Le Mois
de la Photo di Montréal, Festival International du Photojournalisme di Perpignan,
Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, MAXXI Museo Nazionale delle Arti di Roma,
Istituto Moreira Salles di Rio de Janeiro e São Paulo, Casa dei Tre Oci di Venezia,
Palazzo Reale di Milano, Palazzo Ducale di Genova.
Nel 2017 apre il Centro Internazionale di Fotografia della Città di Palermo ai
Cantieri Culturali alla Zisa. Nel 2021 fonda insieme ai nipoti Matteo e Marta Sollima
l’Associazione “Archivio Letizia Battaglia”.
Scompare a Palermo il 13 aprile 2022 all’età di 87 anni.
Tra le principali pubblicazioni: Chroniques siciliennes con Franco Zecchin (Actes Sud,
1999), Letizia Battaglia: Passion, Justice, Freedom, di Melissa Harris (Aperture, 1999),
Dovere di cronaca con Franco Zecchin (Peliti Associati, 2006), Sulle ferite dei suoi sogni,
di Giovanna Calvenzi (Bruno Mondadori, 2010), Diario (Castelvecchi, 2014), Letizia
Battaglia. Anthologia di Paolo Falcone (Drago, 2016), Letizia Battaglia. Per pura passione
di Paolo Falcone, Margherita Guccione e Bartolomeo Pietromarchi (Drago, 2016), Letizia
Battaglia. Palermo di Paolo Falcone (IMS, 2018), Letizia Battaglia. Fotografia come scelta
di vita di Francesca Alfano Miglietti (Marsilio, 2019), Mi prendo il mondo ovunque sia,
con Sabrina Pisu (Einaudi, 2020), Volare alto volare basso, con Goffredo Fofi (Contrasto,
2021) e Letizia Battaglia sono io di Paolo Falcone (Contrasto, 2023).
Biografia
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Le Terme di Caracalla
ampliano il percorso di visita
Due nuove aule inaugurate
per la mostra Letizia Battaglia senza fine
I due ambienti per la prima volta aperti al pubblico in occasione della mostra Letizia Battaglia Senza
Fine rappresentano un momento importante delle attività della Soprintendenza per la conoscenza, la
conservazione e l’ampliamento del circuito di visita delle Terme di Caracalla.
Il primo dei due ambienti originariamente era un ingresso alla palestra occidentale dell’impianto,
pertanto i visitatori entreranno alla mostra dallo stesso percorso frequentato dagli antichi.
Una sala oggetto di numerose indagini e interventi a partire dal 1969, che hanno permesso di risanare e
studiare la planimetria del mosaico presente sulla terrazza superiore. Un recente intervento di ricupero
ha permesso di approfondire lo studio di questo pavimento, di risanare la volta che lo sostiene e di
aprire finalmente uno degli ingressi originali alla palestra.
Particolare è invece la funzione della seconda aula: già nell’Ottocento identificata da Guillaume-
Abel Blouet come sudatoria, successivamente è stata interpretata come « tepidaria con
funzione di destrictaria », ovvero una sala moderatamente riscaldata con una vasca tiepida, dove
detergersi il sudore nel transito tra la palestra e i laconica, le saune.
La Soprintendenza Speciale di Roma ha promosso il restauro di questo ambiente ripristinandone la
volta a crociera e la vasca ancora conservata, rendendolo così idoneo ad accogliere i visitatori.
In occasione dell’intervento sono stati condotti alcuni saggi archeologici che hanno riportato alla luce
un lacerto della decorazione musiva pavimentale con motivo geometrico a squame bianche e nere. Un
pavimento messo in opera su suspensuræ, scoperta che ha fornito importanti dati sul riscaldamento
del vano e le sue fasi costruttive.
L’inaugurazione di queste due sale fa seguito all’apertura della Domus di Vigna Guidi, e alla nuova
sistemazione della natatio, dove ora è possibile accedere anche alla grande vasca monumentale:
iniziative di restauro e di ricerca messe in atto per conservare, conoscere e restituire al pubblico
nuovi spazi e nuove informazioni scientifiche sulle Terme di Caracalla.
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Letizia Battaglia. Senza fine27 maggio / May 2023 –5 novembre / November 2023
a cura di / curated byPaolo Falcone
Promossa dalla / Promoted bySoprintendenza Speciale di Roma / Special Superintendency of Rome diretta da / directed byDaniela Porro
organizzata da /organised by Electa
in collaborazione con / in collaboration withArchivio Letizia Battaglia e / and Fondazione Falcone per le Arti
Soprintendenza Speciale di RomaSoprintendente / SuperintendentDaniela Porro
Terme di CaracallaDirettore / DirectorMirella Serlorenzi
Responsabile tecnico / Technical ManagerMaurizio PinottiAssistenti tecnici / Technical AssistantsAlba Casaramona, Barbara Ciarrocchi, Leandro Lentini
Servizio valorizzazione, promozione e concessioni d’uso / Valorization, Promotion and Permits of Use DepartmentAngelina De Laurenzi