
(AGENPARL) – ven 14 aprile 2023 Nota Stampa
CGIL, CISL e UIL: “Pronti a fare “squadra”, ma Accordo di Programma strada impercorribile”
Dopo l’incontro con Melucci D’Arcangelo (CGIL), Solazzo (CISL) e Pallini (UIL) confermano la disponibilità a
lavorare su un progetto comune. Si a un protocollo d’intesa per la giusta transizione
L’incontro con il Sindaco e Presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci è un punto di partenza che
da tempo auspicavamo. Ora da quel punto occorre partire davvero, attraverso un percorso di confronto
permanente scevro da ogni fraintendimento e con un progetto di “squadra” che finalmente prenda in seria
considerazione i temi della transizione giusta, che riguarda anche i lavoratori e le lavoratrici di questo
territorio.
Così i segretari generali di CGIL, CISL e UIL Taranto, Giovanni D’Arcangelo, Gianfranco Solazzo e Pietro
Pallini, che martedì hanno incontrato Melucci per fare il punto della situazione su ex ILVA, Transizione,
Giochi del Mediterraneo e CIS, ma anche per sollecitare maggiore coinvolgimento territoriale sul fronte
delle risorse economiche da spendere nell’ambito del Just Transition Fund e del successivo PNRR.
Non esiste transizione senza lavoro – continuano D’Arcangelo, Solazzo e Pallini – e pertanto prima di
azzardare ogni ipotesi di Accordo di Programma, va sgomberato il campo dall’idea che quella formula così
come utilizzata a Genova, sia adeguata anche a Taranto, all’attuale contesto produttivo nazionale e
internazionale, e alle problematiche ambientali, occupazionali e produttive che vive la città e la sua
provincia. Per noi pertanto l’Accordo di Programma, del quale, comunque, al momento non esiste né un
programma né un accordo, resta una ipotesi impercorribile perché farebbe pagare la transizione solo ai
lavoratori.
Siamo disponibili, pertanto, – continuano – a sottoscrivere un protocollo d’intesa orientato verso la giusta
transizione, per noi vincolata a bassi livelli di impatto ambientale, ad una sanità efficiente, ma che
soprattutto non sacrifichi nessun lavoratore in vista di progetti di diversificazione economica e produttiva
ancora troppo poco chiari. Il percorso più opportuno è quello del confronto permanente che individui con
certezza ogni possibile insediamento produttivo nuovo e le sue ricadute occupazionali.
I sindacati, dunque, chiedono di liberare il campo dalle incognite e partire dalle cose certe.
Le potenzialità del Just Transition Fund, le risorse europee della programmazione 2021-2027, lo
stanziamento certo e la celerità nell’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, il futuro del Contratto
Istituzionale di Sviluppo (CIS) e la mai definita vicenda dell’ex ILVA con il destino dei lavoratori diretti, di
quelli in AS e di quelli dell’appalto.
Troppe volte abbiamo partecipato a tavoli in cui si discuteva di progetti come il Tecnopolo, Ospedale San
Cataldo o l’insediamento Ferretti, e le loro possibili ripercussioni sul piano sociale e occupazionale –
continuano – ma di fatto, ad oggi, restiamo a gestire sul campo una delle crisi occupazionali più profonde del
post dopoguerra.
Pertanto rinnoviamo la massima disponibilità a percorrere strade comuni, a patto che ci persegui una reale
collaborazione nei processi decisori per il bene comune che come sindacato confederale rappresentiamo
idealmente e nel numero dei lavoratori e delle lavoratrici nostri iscritti – sottolineano i tre segretari generali –
Come sindacato confederale siamo portatori degli interessi del lavoro delle persone dentro un contesto
sostenibile e che guarda al progresso del territorio per consentire ai più giovani di poter scegliere se
rimanere qui o andare altrove, e non ad essere obbligati ad andare via per costruire il proprio futuro fondato
sul lavoro.