
(AGENPARL) – Roma, 08 novembre 2021 – Oggi mi sono recata con l’auto insieme a mia madre al Cimitero Flaminio a trovare i miei defunti. Lì infatti riposano i miei bisnonni paterni.
Una spontanea ed innocente domanda: è normale far mancare l’acqua a un cimitero per tutti questi anni? A parere mio non è normale, anzi è vergognoso, soprattutto nel mese di novembre che è dedicato a loro. Decine di migliaia di parenti si recano a Prima Porta per portare fiori o lumini e si ritrovano, come si vede dalle foto che ho scattato, strade con evidenti buche, vasche delle fontanelle vicino ai loculi totalmente secche e piene di foglie o fiori appassiti. Apro il rubinetto e anche questa volta niente acqua. A quel punto mi reco ai bagni, percorrendo un tratto di strada. Raggiungo la toilette per riempire una piccola bottiglietta di acqua. Di tre lavandini, due sono chiusi! Immagino il calvario di una persona anziana che deve recarsi a trovare i suoi cari sotto l’acqua, visto che oggi è una giornata piovosa.
Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie. Lo si fa per principio, per sé stessi, per la propria dignità e per rispetto del prossimo.
Cosa si sta aspettando per ricorrere ai ripari per risolvere i disagi, l’incuria e la mancanza d’acqua?