(AGENPARL) - Roma, 23 Ottobre 2026 - Il ministro degli Esteri Antonio Tajani partecipa oggi a Istanbul alla riunione ministeriale che riunisce otto Paesi europei e regionali per affrontare le crisi in Medio Oriente, le tensioni tra Stati Uniti e Iran, la sicurezza degli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb e la guerra tra Russia e Ucraina. L’incontro, ospitato dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e promosso da Turchia e Germania, segna l’avvio di un confronto allargato tra il gruppo R4, composto da Turchia, Arabia Saudita, Pakistan ed Egitto, e i tre Paesi europei del formato E3, Francia, Germania e Regno Unito, ai quali si aggiunge l’Italia.
La partecipazione italiana, confermata ufficialmente dalla Farnesina, conferisce alla riunione una configurazione a otto, indicata dal Ministero degli Esteri italiano come formato 4+4. Il vertice rappresenta un tentativo di rafforzare il coordinamento diplomatico tra Paesi direttamente interessati dalle crisi mediorientali e governi europei coinvolti nella sicurezza del Mediterraneo allargato, del Golfo Persico e delle principali rotte commerciali internazionali.
Prima della partenza per Istanbul, in un’intervista rilasciata all’agenzia Anadolu e pubblicata anche sul sito della Farnesina, Tajani ha espresso il sostegno italiano all’iniziativa diplomatica turca, sottolineando la necessità di riavvicinare gli interlocutori europei e regionali per contrastare l’estensione dei conflitti. Il ministro ha spiegato che l’obiettivo è rilanciare il confronto politico e favorire soluzioni negoziali alle crisi che stanno producendo conseguenze sulla sicurezza, sull’economia e sugli approvvigionamenti internazionali.
Iran e Hormuz, Tajani chiede di evitare una nuova guerra
Uno dei principali dossier riguarda il confronto tra Stati Uniti e Iran. Tajani ha indicato come priorità la prevenzione di una ripresa delle ostilità militari nel Golfo Persico, avvertendo che un’ulteriore escalation avrebbe conseguenze negative per l’intera regione e per i Paesi europei.
Il ministro ha richiamato i contatti diplomatici indiretti avviati tra Washington e Teheran e la necessità di proseguire verso un’intesa che affronti sia il programma nucleare iraniano sia la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Per il governo italiano, il transito attraverso questo passaggio strategico non può essere subordinato all’imposizione di pedaggi o ad altre restrizioni.
La questione ha un’importanza che va oltre il commercio energetico. Le difficoltà di navigazione nel Golfo Persico incidono anche sulla circolazione dei fertilizzanti e, di conseguenza, sulla sicurezza alimentare internazionale. La Farnesina ha ricordato l’iniziativa italiana della Coalizione di Roma sui fertilizzanti, sviluppata con interlocutori mediterranei, balcanici e mediorientali per affrontare le ripercussioni delle crisi sulle catene di approvvigionamento.
Tajani ha sostenuto che eventuali strumenti di pressione economica nei confronti dell’Iran debbano essere accompagnati da una prospettiva negoziale credibile. L’obiettivo dichiarato resta un accordo diplomatico capace di evitare una nuova fase di guerra su vasta scala.
Yemen, attacchi Houthi e missione europea Aspides
La sicurezza del Mar Rosso e la crisi yemenita costituiscono un secondo capitolo centrale del vertice. Tajani ha ribadito la condanna italiana degli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita, esprimendo solidarietà a Riad e chiedendo una strategia comune per evitare che il conflitto nello Yemen produca un’ulteriore destabilizzazione regionale.
La situazione riguarda direttamente lo Stretto di Bab el-Mandeb, collegamento tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden, essenziale per il traffico marittimo diretto verso il Canale di Suez. Le minacce alla navigazione in quest’area, sommate alle tensioni nello Stretto di Hormuz, interessano la sicurezza dei commerci e degli approvvigionamenti europei.
Il ministro italiano ha richiamato in particolare la missione navale dell’Unione europea Aspides, impegnata nella protezione della libertà di navigazione nel Mar Rosso. Secondo Tajani, le risorse attualmente disponibili sono inferiori a quelle necessarie per garantire pienamente lo svolgimento del mandato operativo. Da qui la richiesta di rafforzare le capacità della missione, considerata uno degli strumenti attraverso i quali l’Europa può contribuire concretamente alla sicurezza marittima.
Nel comunicato diffuso oggi, la Farnesina ha inoltre richiamato il contributo italiano alle missioni Atalanta nell’Oceano Indiano e Irini nel Mediterraneo, collocando la partecipazione di Tajani al vertice di Istanbul nel quadro dell’impegno nazionale per la sicurezza del Mediterraneo allargato.
Palestina e Gaza, il confronto sulla soluzione dei due Stati
La questione palestinese figura tra gli argomenti principali della riunione. Tajani ha confermato il sostegno italiano alla prospettiva di due Stati, sottolineando la necessità di preservare le condizioni politiche e territoriali per la futura costituzione di uno Stato palestinese.
Il ministro ha espresso preoccupazione per l’espansione degli insediamenti israeliani e per le violenze dei coloni in Cisgiordania, considerate fattori che compromettono la stabilità regionale e ostacolano una soluzione negoziata. Ha inoltre richiamato la gravità della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, evidenziando l’esigenza di garantire continuità agli aiuti alla popolazione.
La diplomazia italiana rivendica anche il proprio contributo alle iniziative multilaterali sulla questione palestinese. La Farnesina ha ricordato che Roma ha ospitato nell’agosto 2026 una riunione dell’Alleanza globale per la soluzione dei due Stati e due sessioni di dialogo tra Israele e Libano facilitate dagli Stati Uniti.
Anche la situazione libanese rientra nel quadro delle preoccupazioni italiane, in particolare per la necessità di evitare vuoti di sicurezza in relazione all’evoluzione della missione UNIFIL.
Ucraina, sicurezza del Mar Nero e approvvigionamenti alimentari
Il confronto di Istanbul si estende alla guerra tra Russia e Ucraina e alle sue ripercussioni sulla navigazione nel Mar Nero. Tajani ha ribadito il sostegno italiano a negoziati che conducano a una pace giusta e duratura, richiamando gli effetti degli attacchi al traffico marittimo sulla distribuzione internazionale dei cereali.
La sicurezza alimentare costituisce un elemento di collegamento tra le diverse crisi affrontate dai ministri. Le difficoltà nel trasporto del grano attraverso il Mar Nero e quelle relative ai fertilizzanti nello Stretto di Hormuz possono infatti incidere sui mercati agricoli e sulle economie maggiormente dipendenti dalle importazioni.
La Turchia, Paese rivierasco del Mar Nero e interlocutore diplomatico sia di Kiev sia di Mosca, intende mantenere un ruolo attivo nella ricerca di soluzioni negoziali e nella prevenzione di un ulteriore allargamento del conflitto.
Il ruolo di Fidan e il nuovo coordinamento tra Europa e Paesi R4
Secondo le anticipazioni diffuse da fonti diplomatiche turche e riportate da Anadolu, il ministro Hakan Fidan intende sottolineare la necessità che i Paesi della regione assumano maggiori responsabilità nella gestione della propria sicurezza, evitando che crisi già aperte si alimentino reciprocamente.
Tra i temi previsti per il suo intervento figurano la situazione palestinese, le tensioni tra Stati Uniti e Iran, la sicurezza dell’Arabia Saudita di fronte agli attacchi Houthi, la libertà di navigazione negli stretti strategici e la stabilizzazione della Siria. Le posizioni anticipate dalle fonti diplomatiche rappresentano l’orientamento della parte turca e non devono essere confuse con eventuali conclusioni condivise del vertice.
Il formato R4 è stato istituito nel 2026 da Turchia, Arabia Saudita, Pakistan ed Egitto per rafforzare la consultazione sulle crisi regionali. Il gruppo E3, composto da Francia, Germania e Regno Unito, risale invece al 2003 ed è nato nell’ambito del coordinamento diplomatico sul programma nucleare iraniano.
L’incontro di Istanbul amplia questo dialogo alla partecipazione italiana. La Farnesina lo presenta come una riunione ministeriale 4+4, mentre la denominazione R4+E3 continua a identificare i due raggruppamenti originari.
Tajani ha riferito che, nelle ore precedenti al vertice, i partecipanti stavano lavorando a una possibile dichiarazione finale comune sulle principali crisi regionali. Al momento, tuttavia, l’esistenza di un testo in preparazione non equivale alla sua approvazione: eventuali impegni condivisi dovranno essere valutati sulla base delle comunicazioni ufficiali conclusive.
Il dato politico già acquisito è la partecipazione diretta dell’Italia a un confronto che mette insieme otto governi su alcuni dei principali dossier della sicurezza internazionale, con particolare attenzione alla prevenzione di una nuova escalation nel Golfo Persico, alla protezione delle rotte marittime e alla ricerca di soluzioni diplomatiche ai conflitti in corso.
