(AGENPARL) - Roma, 17 Ottobre 2026 - * "Infanzia LGBTQIA+, Rifondazione: "l'Italia fuori dall'ENOC: Terragni si
dimetta"*
Una garante per l'infanzia e l'adolescenza che toglie tutele e diritti a
tutte le persone minorenni in Italia pur di non riconoscere l'esistenza di
una parte di esse è un paradosso amaro che non ci sorprende e che aumenta
l'isolamento politico del Paese in seno all'UE.
Rifondazione Comunista denuncia come ideologica e pericolosa la scelta di
far uscire l'Italia dall'ENOC, la Rete europea dei Garanti per l'infanzia,
l'organizzazione europea a tutela di tutta l'infanzia, decisa da Marina
Terragni, una scelta dettata da pareri personali e basata sui principi di
negazione dell'identità delle persone trans* e dei diritti delle persone
minorenni LGBTQ+ che caratterizzano organizzazioni come ProVita e in linea
con le politiche di un governo che vuole arrivare a realizzare un'Italia
sul modello identitario, sessista e razzista dell'Ungheria di Orban.
Le persone LGBTQIA+ esistono fin dall'infanzia e negarlo nel concreto
provoca sofferenze e danni spesso irrimediabili a loro, alle loro famiglie
e a tutta la società. È compito dello Stato italiano quello di riconoscere
e proteggere le loro esistenze e di rimuovere tutti gli ostacoli che
impediscono loro di poter crescere e vivere alla pari di tutte le altre
persone fin dall'infanzia, non certo quello di negarglieli e porre
ulteriori ostacoli al loro sviluppo psicofisico.
Questa scelta, avvenuta con la scusa di un pretestuoso dissenso riguardo un
documento dell'ENOC sui diritti dell'infanzia LGBTQ+, si innesta su un
lavoro di erosione degli spazi di partecipazione giovanile già iniziato con
la cancellazione, decisa unilateralmente, del Consiglio delle Ragazze e dei
Ragazzi.
Rifondazione richiede l'immediato rientro dell'Italia nell'ENOC e le
dimissioni di Terragni, poiché le sue opinioni personali sono in flagrante
conflitto con l'incarico che le è stata affidato – in modo del tutto
arbitrario oltretutto, al contrario del resto d'Europa, dove queste nomine
avvengono secondo criteri precisi e procedure soggette a controlli e
verifiche, secondo gli standard fissati dalle Regole di Parigi. Lo
chiediamo comunque, nonostante la certezza che questo non avverrà fino a
quando non cacceremo ogni tipo di fascismo che oggi è al governo del Paese.
