(AGENPARL) - Roma, 3 Ottobre 2026 - LATINA – «Con grande soddisfazione. L’approvazione del DOCFAP rappresenta un passaggio concreto e importante perché consente finalmente di entrare nel vivo dell’iter progettuale del nuovo ospedale nell’area di Borgo Piave. La strada resta ancora lunga, ma oggi viene compiuto un passo che dà maggiore consistenza a un progetto strategico per Latina e per l’intera provincia».
È quanto dichiara l’On. Vincenzo Zaccheo, già Sindaco di Latina, tornando su un progetto che viene da lontano e che seguì già durante la sua amministrazione.
«Quando fui eletto Sindaco nel 2002 ero consapevole che la sanità non rientrasse nelle competenze dirette del Comune, ma ritenevo che il Sindaco del capoluogo non potesse disinteressarsi di un tema fondamentale come il diritto alla salute. Con l’allora direttore generale della Asl Petti sottoscrivemmo il protocollo “Latina Ospedale Sicuro” e già allora emerse chiaramente l’inadeguatezza strutturale del Goretti rispetto alle esigenze future del territorio e la necessità di realizzare una nuova struttura.
Individuammo quindi l’area ex Arsial di Borgo Piave, pensando a un ospedale capace di servire non soltanto Latina, ma l’intera provincia, dall’area nord fino ai Lepini. Fu una battaglia condivisa dall’intero Consiglio comunale, al di là delle appartenenze politiche. La Regione Lazio, guidata allora da Piero Marrazzo e successivamente da Renata Polverini – di nuovo, la salute ben oltre gli steccati politici e ideologici – inserì il progetto nel piano socio-sanitario della Regione.
Cercammo fin dall’inizio di dare a questo progetto una dimensione realmente provinciale. Su mio stimolo, da Sindaco di Latina, insieme al senatore Michele Forte, chiedemmo una conferenza dei Sindaci sulla Sanità a Formia in cui affrontammo anche il tema del Policlinico del Golfo. Successivamente, sempre su mia sollecitazione, l’allora Presidente della Commissione regionale Sanità Luigi Canali convocò una Commissione aperta ai rappresentanti pontini. In quella sede si registrarono interventi unanimi a favore del Policlinico di Latina da parte dei consiglieri regionali pontini di maggioranza e opposizione: particolarmente appassionato fu quello di Domenico Di Resta, insieme a Claudio Moscardelli, Aldo Forte, Claudio Fazzone e Fabrizio Cirilli. Fu la dimostrazione concreta che sulla sanità e sulle grandi infrastrutture strategiche per il territorio si potevano superare le appartenenze politiche».
Il progetto, ricorda Zaccheo, ha attraversato nel tempo amministrazioni e maggioranze diverse.
«E’ giusto ricordarlo perché la salute deve stare sopra gli schieramenti. Voglio sottolineare il contributo del dottor Lazzaro, allora esponente dei Ds ed ex direttore sanitario del Goretti, che mise a disposizione la propria competenza, così come i successivi passaggi compiuti dalla Regione nelle diverse stagioni politiche. Quando un’opera è strategica per una comunità, la continuità istituzionale è un valore.
Ed è proprio con questo spirito che oggi credo sia doveroso riconoscere al Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca di aver mantenuto l’impegno assunto nei confronti di Latina e della sua provincia e, allo stesso tempo, alla Asl di Latina e in primis al direttore generale Sabrina Cenciarelli, di aver centrato con l’approvazione del DOCFAP un passaggio decisivo nel percorso verso la realizzazione del nuovo ospedale, trasformando progressivamente in realtà quella che può rappresentare una svolta storica per la sanità pontina».
Resta centrale, nella visione di Zaccheo, l’idea di realizzare non un semplice ospedale, ma un vero Policlinico.
«Non dobbiamo limitarci a costruire un ospedale nuovo: dobbiamo realizzare una struttura sanitaria moderna strettamente collegata alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Latina, oltre all’Icot, che già rappresenta un punto di riferimento per il territorio e la provincia a livello di specializzazioni universitarie e di prestazioni sanitarie, deve puntare, in aggiunta e in maniera complementare, anche su un vero Policlinico, nel quale assistenza, ricerca, formazione e tirocinio possano convivere.
Significa migliorare la qualità dell’offerta sanitaria, ma anche rendere Latina più attrattiva per studenti, medici, ricercatori e nuove professionalità. È una visione che considero ancora più attuale oggi di quanto lo fosse vent’anni fa».
Infine, Zaccheo sottolinea il significato del passaggio compiuto oggi.
«Certamente. La Regione Lazio ha inserito il nuovo ospedale di Latina nella programmazione della rete ospedaliera e ha individuato per l’opera un investimento di 261 milioni di euro; oggi l’approvazione del DOCFAP rappresenta un ulteriore passaggio concreto di quel percorso.
Voglio quindi rinnovare il mio ringraziamento al Presidente Francesco Rocca, alla Asl di Latina e al direttore generale Sabrina Cenciarelli per il lavoro che stanno portando avanti. Adesso occorre continuare con la stessa determinazione nelle successive fasi progettuali, autorizzative e di gara, perché il nuovo ospedale possa finalmente diventare realtà.
Su un obiettivo così importante non devono esserci primogeniture né divisioni politiche: c’è una storia iniziata molti anni fa e c’è oggi una Regione che ha assunto la responsabilità di portarla avanti. Latina e la sua provincia aspettano quest’opera da troppo tempo e il passo compiuto oggi ci consente di guardare al futuro con rinnovata fiducia».