(AGENPARL) - Roma, 3 Ottobre 2026 - Un gruppo di alcuni tra i più noti imprenditori polacchi ha deciso di investire direttamente nel futuro dell’energia nucleare del Paese, sostenendo il progetto di Synthos Green Energy (SGE) per lo sviluppo di piccoli reattori modulari, i cosiddetti SMR.
L’operazione vale complessivamente 500 milioni di złoty, circa 114 milioni di euro, e vede tra i protagonisti Rafał Brzoska, fondatore di InPost, e Mati Staniszewski, CEO di ElevenLabs, insieme ad altri nomi di primo piano dell’industria, dell’alimentare, dei media e delle infrastrutture polacche.
L’investimento rafforza il progetto guidato da Michał Sołowow, tra gli uomini d’affari più ricchi della Polonia, e punta a finanziare lo sviluppo del reattore BWRX-300, una tecnologia modulare da 300 megawatt sviluppata da GE Vernova Hitachi Nuclear Energy.
Un’alleanza tra capitale privato, industria e tecnologia
Oltre a Brzoska e Staniszewski, tra i nuovi investitori figurano Dariusz Gałęzewski, cofondatore di Oshee, Krzysztof Pawiński, CEO di Maspex, Michał Brański del gruppo Wirtualna Polska e Michał Wypychewicz di ZPUE.
Secondo quanto riferito da Sołowow, gli imprenditori hanno deciso di investire capitali propri perché convinti che il problema dell’energia in Polonia richieda una soluzione strutturale e di lungo periodo.
Il messaggio che arriva dal mondo imprenditoriale è chiaro: senza energia stabile, prevedibile e competitiva diventa sempre più difficile sostenere lo sviluppo dell’industria avanzata, dei data center, dell’intelligenza artificiale, dell’automazione e della logistica.
SGE raccoglie capitali per accelerare
I 500 milioni di złoty provenienti dagli imprenditori polacchi si aggiungono a circa 1,35 miliardi di złoty di capitali da investitori stranieri, nell’ambito di una più ampia operazione di finanziamento destinata a sostenere SGE nei prossimi anni.
L’obiettivo della società è ambizioso: creare una piattaforma europea dedicata agli SMR e sviluppare una rete di reattori BWRX-300 in Polonia, Europa centrale e orientale e Regno Unito.
World Nuclear News conferma che SGE ha già avviato diversi progetti potenziali in Europa e che in Polonia è stata rilasciata una decisione di principio per 26 reattori BWRX-300.
Fino a 26 reattori in Polonia
Il piano polacco prevede fino a 26 unità distribuite in sei località.
Si tratta di un programma che, se portato a termine, potrebbe cambiare profondamente la struttura del sistema elettrico nazionale.
Il BWRX-300 è un piccolo reattore modulare raffreddato ad acqua da 300 MW. A differenza delle grandi centrali nucleari tradizionali, gli SMR vengono progettati con un maggiore grado di standardizzazione e con componenti che possono essere prefabbricati industrialmente prima dell’installazione sul sito.
I sostenitori di questa tecnologia ritengono che tale approccio possa ridurre tempi e costi di costruzione e rendere più semplice la realizzazione progressiva di nuova capacità nucleare.
Il primo BWRX-300 nasce in Canada
La tecnologia BWRX-300 sta entrando in una fase decisiva anche sul piano internazionale.
La prima unità è in costruzione in Canada, dove il progetto rappresenta uno dei principali test globali per il futuro commerciale dei piccoli reattori modulari. World Nuclear News segnala inoltre che il primo permesso di costruzione statunitense per questa tecnologia è stato rilasciato recentemente.
Per SGE, il successo dei primi progetti sarà fondamentale: la possibilità di replicare un modello standardizzato in più Paesi è infatti alla base della logica industriale degli SMR.
Brzoska: energia competitiva indispensabile per il futuro
Rafał Brzoska ha collegato direttamente l’investimento allo sviluppo economico della Polonia.
Secondo il fondatore di InPost, il Paese avrà bisogno di quantità crescenti di elettricità affidabile e a prezzi competitivi per sostenere settori ad alta intensità energetica e tecnologica.
Tra questi figurano i data center, l’intelligenza artificiale, l’automazione industriale e la logistica moderna.
È un tema particolarmente rilevante per un’economia che punta a mantenere elevati livelli di crescita ma che deve contemporaneamente ridurre la propria dipendenza dal carbone.
ElevenLabs e il nodo dell’intelligenza artificiale
La presenza tra gli investitori di Mati Staniszewski, CEO di ElevenLabs, evidenzia un altro aspetto strategico.
Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale richiede infrastrutture informatiche sempre più potenti e, di conseguenza, consumi energetici crescenti.
Per le aziende tecnologiche, il prezzo e la disponibilità dell’elettricità stanno quindi diventando fattori competitivi quasi quanto il capitale e il talento.
Secondo SGE, sulla base delle previsioni del gestore della rete nazionale PSE, la domanda di elettricità in Polonia potrebbe crescere del 40% nei prossimi 14 anni.
Il rapporto difficile con Orlen
L’ingresso dei nuovi investitori arriva anche in un momento delicato per il progetto nucleare di Sołowow.
SGE ha infatti lavorato negli ultimi anni insieme al colosso energetico statale Orlen attraverso la joint venture Orlen Synthos Green Energy, nata per sviluppare i BWRX-300 in Polonia.
La collaborazione ha però incontrato ritardi e divergenze tra gli azionisti.
Sołowow ha confermato che le parti hanno recentemente raggiunto un’intesa che dovrebbe consentire di portare avanti almeno due reattori, pur criticando apertamente il modo in cui la partnership è stata gestita.
L’ingresso di nuovi capitali privati può quindi essere letto anche come un tentativo di rendere il progetto meno dipendente da un’unica collaborazione societaria.
Un modello nucleare più privato
La strategia di SGE punta infatti a introdurre nel nucleare polacco una maggiore partecipazione del capitale privato.
Sołowow sostiene che un modello industriale più vicino a quello delle grandi infrastrutture private potrebbe migliorare il controllo dei costi e accelerare i tempi rispetto ai tradizionali progetti nucleari guidati interamente dallo Stato.
Allo stesso tempo, lo stesso imprenditore riconosce che il ruolo pubblico resta fondamentale.
Per costruire centrali nucleari sono infatti necessari autorizzazioni, regolamentazione, infrastrutture di rete e meccanismi finanziari in grado di garantire la sostenibilità economica di investimenti con orizzonti pluridecennali.
Il progetto britannico: 14 reattori
Le ambizioni di SGE non si fermano alla Polonia.
La società ha annunciato anche un progetto per realizzare 14 BWRX-300 nel Regno Unito, distribuiti in tre siti, per una capacità complessiva di circa 4,2 gigawatt.
Secondo SGE, una flotta di queste dimensioni potrebbe coprire una quota significativa della domanda elettrica britannica.
L’espansione internazionale dimostra come la società voglia posizionarsi non semplicemente come sviluppatore nazionale, ma come uno dei protagonisti emergenti del mercato nucleare europeo.
Il nucleare entra nelle strategie dei grandi imprenditori
L’aspetto forse più significativo dell’operazione è proprio la composizione degli investitori.
Non si tratta esclusivamente di operatori del settore energetico.
A puntare sugli SMR sono imprenditori attivi nella logistica, nell’intelligenza artificiale, nell’alimentare, nei media e nelle infrastrutture elettriche.
Il nucleare viene quindi percepito non soltanto come un investimento energetico, ma come una componente essenziale della futura competitività industriale della Polonia.
In un sistema economico sempre più dipendente da data center, digitalizzazione, produzione automatizzata e grandi infrastrutture elettriche, la disponibilità di energia stabile potrebbe diventare uno dei principali fattori di vantaggio competitivo.
Ed è proprio su questa scommessa che alcuni dei più importanti imprenditori polacchi hanno deciso di mettere direttamente il proprio capitale.
