(AGENPARL) - Roma, 25 Settembre 2026 - *
Il decreto scuola è razzismo di Stato. Il tetto del 30%di alunni stranieri
per classe si abbatte soprattutto sui soggetti più fragili – in particolare
i minori non accompagnati –, e su alcune aree del paese in cui, grazie ai
tagli già realizzati, la disponibilità dei plessi scolastici è minore,
mentre l'obbligo di apprendimento dell'italiano per i genitori non ha
precedenti nel nostro ordinamento e viola palesemente la Costituzione (che
"tutela le minoranze linguistiche"). Quel che è peggio, il rapporto
scuola-famiglia viene completamente snaturato: non sarà più basato sulla
collaborazione, bensì sulla delazione, poiché gli istituti vengono
obbligati a denunciare ai servizi sociali le famiglie che non parlano
italiano. Intanto non viene destinato un centesimo né per stabilizzare i
docenti di italiano per stranieri né per potenziare i CPIA, che dovrebbero
fornire corsi di lingua agli adulti, gli accenni scarsi al potenziamento
della presenza e dell'assunzione di mediatori linguistico culturali, fanno
il resto. Insomma, per inseguire Vannacci sul terreno del razzismo il
governo si accanisce sui più deboli, rendendo loro la vita ancora più
difficile. Si tratta anche di un approccio dichiaratamente di classe. È una
vergogna indegna di un paese civile. Facciamo appello a tutte le forze che
hanno a cuore i valori della Costituzione per una mobilitazione che
contrasti la conversione in legge del decreto, la scuola di cui c'è bisogno
e che, solo grazie a docenti malpagati ma che hanno a cuore l'importanza
del proprio ruolo, si è riusciti finora a realizzare è un luogo di
convivenza e di interazione in grado di creare oggi la società del domani.
Comunista
