(AGENPARL) - Roma, 20 Settembre 2026 - Le dichiarazioni di Meloni sulla scuola sono pericolose e retrograde.
Considerare "stranieri" bambine e bambini, ragazze e ragazzi che
frequentano i nostri istituti, e trattarli come un problema, è il modo
migliore per impedirgli di sentirsi Italiani e Italiane e indurre in loro
un senso di ostilità verso il paese in cui vivono – con risvolti sociali
imprevedibili. D'altra parte, un trattamento punitivo si vuole riservare
anche ai loro genitori, trasformando in obbligo quello che dovrebbe essere
un diritto elementare di apprendimento della lingua, che va garantito dallo
Stato.
Il punto è che la scuola che Meloni ha in mente risale a un'epoca remota:
ai tempi in cui l'istruzione era e doveva restare privilegio per pochi; in
cui i figli e le figlie dei lavoratori e delle lavoratrici erano
sistematicamente discriminati, tanto più se immigrati. La "scuola del '68"
che la presidente del Consiglio vorrebbe demolire è la scuola che ha
permesso a quelle persone di diventare pienamente cittadine e cittadini: un
formidabile veicolo di coesione sociale, senza il quale l'Italia sarebbe
rimasta un paese arretrato.
Oggi questo problema torna a porsi in altre forme, e con urgenza persino
maggiore. In una fase di declino economico, con una popolazione tra le meno
di giovani come presenze ingombranti sarebbe un suicidio collettivo.
C'è bisogno quindi di una scuola molto diversa da quella di Meloni e
Valditara. C'è bisogno di investire seriamente sull'inclusione con
l'inquadramento in pianta stabile della figura del mediatore culturale (ad
oggi presente sporadicamente e in forme precarie), di estendere il tempo
pieno all'intero territorio nazionale, di erogare corsi di lingua modulati
sulle diverse esigenze, di potenziare la rete dei Centri provinciali per
l'istruzione degli adulti, di varare un piano contro la dispersione che
agisca a fondo sulle radici sociali del fenomeno.
Tutto questo però presuppone un'attenzione per le condizioni concrete della
scuola, che la destra invece continua a ignorare. Essa sembra piuttosto
voler introdurre surrettiziamente la "remigrazione" per guadagnare miseri
consensi a destra, invece di garantire convivenza nella parità.
Comunista
