(AGENPARL) - Roma, 16 Settembre 2026 - Direttore Responsabile: Laura Sutto
"Registro con favore che anche la proprietà dice sì al tavolo nazionale: è la conferma che il percorso aperto in Commissione era l'unico possibile, e che ormai quel tavolo lo chiedono tutti. Ma c'è una parola che va respinta con nettezza, perché non descrive la realtà:
abusivi".
Così Ubaldo Pagano, presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia, replica alle dichiarazioni dei legali della famiglia Messeni Nemagna.
"C'è del resto un punto su cui la convergenza è totale, ed è bene dirlo con chiarezza – osserva Pagano –: i legali della famiglia raccontano di aver scritto per anni ai ministri della Cultura che si sono succeduti e alla stessa Presidente del Consiglio, senza mai ricevere risposta.
Ebbene, quello è esattamente il problema. Sulle ragioni di merito le distanze restano enormi e le dirimeranno i giudici, ma sul fatto che il Governo debba finalmente rispondere non c'è discussione: lo chiedono i sindacati, lo chiede il Consiglio regionale, lo chiede il Comune di Bari e lo chiede anche la proprietà. Quando tutte le parti in causa domandano la stessa cosa da anni e nessuno risponde, il problema non è più a Bari: è a Roma".
"Detto questo, guardiamo ai fatti e non alle definizioni – prosegue il presidente della I Commissione –. Nel 2003 lo Stato ha istituito in quel teatro, con una legge della Repubblica, la quattordicesima fondazione lirico-sinfonica nazionale. Prima ancora, dopo l'incendio, ha ricostruito quell'immobile impegnando 43 milioni di euro di risorse pubbliche attraverso un Commissario straordinario. E da allora lo finanzia ogni anno, insieme a Regione e Comune, perché lì dentro si produce cultura di rilievo nazionale. Lo Stato non spende 43 milioni per restituire un bene a dei privati: li ha spesi perché quel teatro serviva a una funzione pubblica. È quello il principio, ed è scritto nei fatti prima ancora che nelle carte".
