(AGENPARL) - Roma, 15 Settembre 2026 - Nessun nuovo voto sull’indipendenza per Scozia, Galles e Irlanda del Nord. La linea del governo britannico guidato da Andy Burnham è netta: l’esecutivo centrale respinge ogni istanza separatista e blinda l’unione territoriale, subordinando qualsiasi dibattito costituzionale alle emergenze economiche del Paese.
La presa di posizione di Downing Street arriva a stretto giro dopo il vertice istituzionale che nei giorni scorsi ha visto i leader delle nazioni celtiche sottoscrivere un memorandum congiunto sul diritto all’autodeterminazione. Un documento con cui Scozia, Galles e Irlanda del Nord avevano rivendicato con forza la propria sovranità politica, contestando la legittimità di Westminster nel bloccare la loro volontà popolare.
La replica dell’esecutivo laburista non si è fatta attendere. Un portavoce ufficiale ha ribadito che il Paese funziona in modo più efficiente sulla base di valori condivisi e che l’agenda del governo intende concentrarsi interamente sui problemi legati al costo della vita e alla tenuta economica, relegando le ambizioni indipendentiste ai margini dell’azione politica centrale. Uno scontro istituzionale a distanza che riaccende la tensione tra il centro e le periferie del Regno Unito.
