(AGENPARL) - Roma, 11 Settembre 2026 - Nuovo tentativo di rilanciare il processo politico in Libia e superare la lunga divisione istituzionale del Paese. Il presidente della Camera dei Rappresentanti, Aguila Saleh, e il presidente dell’Alto Consiglio di Stato, Mohamed Takala, hanno ribadito che qualsiasi percorso politico dovrà svilupparsi nel quadro della Dichiarazione costituzionale e dell’Accordo politico che disciplina l’attività dei due organismi, rispettando le competenze attribuite a ciascuno.
La posizione è contenuta in una dichiarazione congiunta diffusa dopo l’incontro tra Saleh e Takala svoltosi ad Ankara, in Turchia, sotto l’egida delle autorità turche.
Il vertice rappresenta un nuovo passaggio nei tentativi di trovare un’intesa tra le principali istituzioni libiche e creare le condizioni necessarie per arrivare alle elezioni attese da anni.
Ankara pronta a ospitare la Commissione “6+6”
Uno dei principali risultati dell’incontro riguarda la Commissione “6+6”, l’organismo incaricato di lavorare sulla normativa necessaria allo svolgimento delle elezioni.
Secondo la dichiarazione, la Turchia ha manifestato la propria disponibilità a ospitare nei prossimi giorni la Commissione, consentendole di proseguire e finalizzare il lavoro sulle leggi elettorali.
L’obiettivo dichiarato è quello di superare gli ostacoli ancora esistenti e predisporre il quadro normativo necessario affinché il Paese possa procedere verso le consultazioni elettorali.
Il dossier delle elezioni rimane infatti uno dei nodi fondamentali della transizione libica e uno degli elementi attorno ai quali si concentra il confronto tra la Camera dei Rappresentanti e l’Alto Consiglio di Stato.
Saleh e Takala: unificare le cariche sovrane
Nel documento congiunto viene attribuita particolare importanza anche alla necessità di unificare le cariche sovrane e il potere esecutivo.
I due presidenti hanno sottolineato l’esigenza di porre fine alla divisione istituzionale, ritenendo questo passaggio indispensabile per rafforzare l’unità delle istituzioni dello Stato.
La prospettiva indicata è quella della costituzione di un potere esecutivo unificato, capace di accompagnare la Libia verso il processo elettorale.
La frammentazione delle istituzioni rimane infatti uno dei problemi centrali della crisi politica libica. L’intesa tra i due consigli punta quindi a individuare un percorso che permetta di superare progressivamente le strutture parallele e ricostruire un quadro istituzionale condiviso.
Il percorso politico nel quadro della Dichiarazione costituzionale
Saleh e Takala hanno contemporaneamente voluto fissare i limiti entro i quali dovrà svilupparsi il nuovo processo politico.
Secondo la dichiarazione congiunta, il percorso dovrà rimanere all’interno del quadro costituzionale e legale esistente e dell’Accordo politico, rispettando le prerogative della Camera dei Rappresentanti e dell’Alto Consiglio di Stato.
Il principio evidenziato è quindi quello del rispetto delle competenze attribuite alle due istituzioni.
La posizione assume particolare rilevanza in una fase nella quale la definizione delle regole della transizione e delle procedure per arrivare alle elezioni continua a rappresentare uno dei principali terreni di confronto politico.
Il dossier della Commissione Elettorale Nazionale Superiore
Durante l’incontro è stata affrontata anche la questione della Commissione Elettorale Nazionale Superiore.
Nel comunicato viene confermato che il presidente della Camera dei Rappresentanti ha ricevuto una lettera dell’Alto Consiglio di Stato riguardante l’organismo elettorale.
La comunicazione sarà sottoposta alla Camera dei Rappresentanti, che potrà assumere le decisioni ritenute opportune nel rispetto delle procedure e delle proprie competenze.
«I due consigli sono a conoscenza del fatto che il Presidente della Camera dei Rappresentanti ha ricevuto una lettera dall’Alto Consiglio di Stato riguardante la Commissione Elettorale Nazionale Superiore», si legge nella dichiarazione.
La lettera, prosegue il documento, «sarà presentata alla Camera dei Rappresentanti affinché adotti i provvedimenti che riterrà opportuni in conformità con le procedure e le competenze stabilite».
L’obiettivo: arrivare alle elezioni
Il punto di arrivo indicato dalle due istituzioni resta il processo elettorale.
Il completamento delle leggi elettorali da parte della Commissione “6+6”, il superamento della divisione istituzionale, l’unificazione delle cariche sovrane e la formazione di un esecutivo unitario vengono presentati come passaggi collegati tra loro.
Saleh e Takala puntano così a costruire un percorso istituzionale che possa condurre alle elezioni «attese dal popolo libico».
La dichiarazione non indica, tuttavia, una data per le consultazioni né definisce un calendario preciso per il completamento dell’intero processo.
La Turchia nel ruolo di facilitatore
Il vertice di Ankara mette in evidenza anche il ruolo assunto dalla Turchia nel dialogo tra le istituzioni libiche.
La disponibilità turca a ospitare la Commissione “6+6” nei prossimi giorni potrebbe offrire un nuovo spazio negoziale per affrontare le questioni ancora aperte sulla normativa elettorale.
L’obiettivo immediato sarà consentire alla Commissione di completare e finalizzare i propri compiti, creando così le condizioni legislative per procedere verso le elezioni.
Il coinvolgimento di Ankara assume quindi un’importanza non soltanto diplomatica, ma anche operativa nel tentativo di riavvicinare le posizioni delle istituzioni libiche.
Un nuovo tentativo di superare la divisione della Libia
La dichiarazione congiunta viene presentata come parte dell’impegno della Camera dei Rappresentanti e dell’Alto Consiglio di Stato per rafforzare il consenso nazionale e sostenere la stabilità politica e istituzionale della Libia.
I due organismi hanno inoltre sottolineato la volontà di mantenere il coordinamento sulle principali questioni di interesse nazionale.
Il nodo decisivo sarà ora verificare se le dichiarazioni di Ankara riusciranno a tradursi in risultati concreti.
Il completamento delle leggi elettorali da parte della Commissione “6+6” rappresenterà uno dei primi banchi di prova. Parallelamente, rimane aperta la questione dell’unificazione del potere esecutivo e delle altre istituzioni divise.
Dopo anni caratterizzati da accordi, negoziati e ripetuti rinvii, Saleh e Takala indicano nuovamente le elezioni e l’unificazione delle istituzioni come gli obiettivi fondamentali per uscire dalla lunga transizione politica libica.
