(AGENPARL) - Roma, 4 Settembre 2026 - *Comunicato stampa UniMORE*
*La Prof.ssa Rita Cucchiara interviene alla Doctoral Summer School on
formazione nell'epoca dell'intelligenza artificiale. Al centro del
confronto, competenze, didattica, ricerca, trasferimento tecnologico e il
nuovo rapporto tra lavoro umano, automazione e sistemi intelligenti nella
robotica contemporanea.*
La *trasformazione del lavoro* scientifico nell'epoca dell'intelligenza
artificiale, le *nuove competenze* richieste a ricercatrici e ricercatori e
il rapporto sempre più stretto tra *università e industria*. Sono alcuni
dei temi affrontati dalla Rettrice di Unimore *Rita Cucchiara* alla quarta
edizione della *Doctoral Summer School on Robotics and Intelligent Machines*,
dottorande e dottorandi nel campo della robotica.
La Rettrice ha partecipato ieri, giovedì 3 settembre, alla sessione di
confronto con alcuni dei *principali rappresentanti del mondo accademico* e
alla tavola rotonda "*From lab to market in robotics and intelligent
machines*", insieme, tra gli altri, al *Rettore della Scuola Superiore
Sant'Anna* Nicola Vitiello e a esponenti delle università e delle imprese
del settore.
Uno dei nodi centrali della discussione riguarda *il ruolo dell'università*
quando una parte crescente dello sviluppo, dalla scrittura del codice
all'analisi dei dati e all'integrazione delle applicazioni robotiche, può
essere automatizzata.
*"Il fatto che una parte crescente di queste attività possa essere svolta
dalle macchine non significa che stiamo automatizzando la conoscenza – *afferma
la Rettrice* –. Stiamo automatizzando una parte della sua produzione
materiale. Per l'università può essere una straordinaria opportunità".*
La sfida, secondo la Rettrice, è capire *quali competenze debbano essere
realmente formate e valutate*. *"Un conto è sapere programmare, un altro è
sapere quale problema vale la pena programmare. Dobbiamo spostare il
baricentro dalla procedura al principio, dalla sintassi alla struttura,
dalla soluzione alla formulazione del problema, dall'esecuzione alla
verifica".*
L'automazione non riduce dunque l'*importanza delle competenze tecniche*,
ma rende ancora più necessario possederne i fondamenti. Gli strumenti
cambiano rapidamente, mentre matematica, statistica, informatica, fisica,
teoria del controllo e metodo sperimentale restano essenziali per
comprendere, *verificare e mettere in discussione i risultati* prodotti
anche con il supporto dell'intelligenza artificiale.
È la stessa impostazione che ha guidato Unimore nell'adozione delle
proprie *linee
guida sull'utilizzo dell'AI*. *"La distinzione che mi interessa –
sottolinea la Rettrice – è tra l'AI come amplificatore cognitivo e l'AI
come sostituto della cognizione. Il problema nasce quando lo strumento
diventa un modo per evitare di pensare".*
Una trasformazione che riguarda inevitabilmente anche la *didattica*. Se un
modello è ormai capace di risolvere autonomamente determinate
esercitazioni, diventa necessario interrogarsi su *cosa l'università voglia
effettivamente valutare*. Acquistano così maggiore importanza la capacità
di spiegare una soluzione, verificarne l'attendibilità, riconoscerne i
limiti e modificarla quando cambiano le condizioni.
L'intelligenza artificiale può *inoltre liberare tempo dalle attività più
ripetitive*. *"Se una macchina svolge una parte del lavoro manuale –
osserva la Rettrice – quel tempo può diventare spazio per pensare meglio a
un problema scientifico, costruire un'ipotesi diversa, discutere con un
collega o guardare un esperimento da un'altra prospettiva. L'AI può essere
non soltanto uno strumento di produttività, ma anche di liberazione
cognitiva".*
"*La presenza di Unimore nell'organizzazione della DRIMS testimonia il
nostro impegno nella formazione dottorale nel campo della robotica e delle
macchine intelligenti. La scuola rappresenta un'importante occasione di
crescita e confronto per le dottorande ed i dottorandi del settore, grazie
a un affiatato team di organizzatori, coordinato dal professor Calogero
Oddo, di cui sono orgogliosa di far parte. È particolarmente significativo
poter contare, nella tavola rotonda, sulla presenza di figure autorevoli e
di riconosciuta competenza, come la nostra Rettrice, insieme a
rappresentanti di primo piano del mondo accademico e industriale*",
commenta *Federica Ferraguti*, docente di Unimore e tra le organizzatrici
della Doctoral Summer School, che in questi giorni riunisce circa *quaranta
giovani ricercatrici e ricercatori impegnati nel campo della robotica*.
Il confronto della DRIMS riguarda anche il *passaggio dalla ricerca al
mercato* e il rapporto con le imprese. Per la Rettrice, il trasferimento
tecnologico non può essere considerato soltanto la fase finale di un
progetto scientifico, ma deve nascere molto prima, attraverso *relazioni
stabili fra gruppi di ricerca e sistema produttivo*.
Un tema particolarmente rilevante per Unimore, inserita in un territorio
nel quale ricerca su intelligenza artificiale, robotica, meccatronica,
automotive, biomedicale e manifattura avanzata può confrontarsi
direttamente con *problemi e bisogni reali delle imprese*.
*"Proprio mentre le macchine diventano più intelligenti *– conclude la
Rettrice –* l'università dovrà occuparsi ancora di più di ciò che le
macchine non possono decidere al posto nostro: non soltanto come ottenere
una risposta, ma quale domanda porre; non soltanto che cosa possiamo
delegare alla macchina, ma che cosa scegliamo consapevolmente di non
delegarle".*
*gp*