(AGENPARL) - Roma, 29 Agosto 2026 - Roma, 29 agosto – "A Ceglie Messapica Giorgia Meloni ha trasformato la ZES Unica nell'ennesimo spot propagandistico. La Presidente del Consiglio ha parlato di 60 miliardi di euro generati nel Mezzogiorno, ma gli investimenti diretti riconducibili alle Autorizzazioni Uniche della ZES sono poco più di 9 miliardi. I circa 59 miliardi richiamati negli studi di settore rappresentano invece una stima dell'impatto economico complessivo, comprensiva degli effetti indiretti e indotti, ancora tutti da verificare. Confondere questi dati significa offrire una rappresentazione gonfiata della realtà. Al Sud servono misure vere e strutturali. Per questo proporremo di rendere permanente il credito d'imposta ZES, garantendo alle imprese risorse certe e adeguate, senza esporle ogni anno all'incertezza dei plafond disponibili. Anche sulla crescita del Mezzogiorno Meloni fa propaganda. Nel 2025 il Pil del Sud è cresciuto dello 0,6%, appena un decimo di punto in più rispetto allo 0,5% nazionale. Dopo una stagione irripetibile di PNRR, fondi di coesione e incentivi straordinari, uno 'zero virgola' non rappresenta il rilancio strutturale che il Mezzogiorno attendeva, ma piuttosto un'occasione persa. E mentre servirebbero politiche capaci di ridurre davvero i divari territoriali, il Governo continua a portare avanti il progetto dell'autonomia differenziata, che rischia invece di ampliare le distanze tra le aree più forti e quelle più fragili del Paese. C'è poi un altro dato che Meloni evita di raccontare. Se la ZES è davvero uno dei principali motori di sviluppo del Sud, perché il Governo ha programmato una drastica riduzione delle risorse destinate al credito d'imposta? Si passa da 2,3 miliardi di euro nel 2026 a un miliardo nel 2027 e ad appena 750 milioni nel 2028: una riduzione di oltre due terzi in soli due anni. La contraddizione è evidente: Meloni celebra la ZES come un successo straordinario e contemporaneamente ne riduce la dotazione futura. E mentre rivendica il vantaggio competitivo del Mezzogiorno, annuncia di voler estendere al resto del Paese proprio le semplificazioni che rappresentano uno degli elementi qualificanti dello strumento. La ZES non va usata per la propaganda: va resa più forte. Per questo proponiamo un credito d'imposta strutturale, adeguatamente finanziato e realmente fruibile, capace di dare alle imprese certezza nel tempo e al Mezzogiorno un vero vantaggio competitivo. Se Meloni crede davvero nella ZES, faccia lo stesso invece di sbandierare 60 miliardi che non sono investimenti reali e programmare contemporaneamente il ridimensionamento delle risorse. Il mezzogiorno merita rispetto". Lo dichiara il sen. Mario Turco, Vicepresidente nazionale del M5S e Delegato alle Politiche Economiche e Fiscali.
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