(AGENPARL) - Roma, 29 Agosto 2026 - CITTA' DI SAN SEVERINO MARCHE CELEBRA LA SUA EREDITÀ FRANCESCANA: LE DUE STORICHE VISITE DEL POVERELLO D'ASSISI A COLPERSITO UN "CASO UNICO"
La Città di San Severino Marche celebra con orgoglio un primato spirituale e storico di straordinario valore: è l'unico centro marchigiano a vantare ben due distinte visite documentate di San Francesco d'Assisi, come evidenziato di recente anche dall'emittente informativa religiosa Acistampa. Questo forte legame storico consolida il ruolo cardine lungo le vie del francescanesimo nelle Marche, offrendo un'occasione preziosa per riscoprire e valorizzare la ricchezza culturale, spirituale e monumentale del territorio.
Le fonti e le biografie francescane, tra cui la Vita secunda di Tommaso da Celano, tramandano due passaggi salienti del Poverello di Assisi a San Severino Marche, entrambi legati a momenti di profondo valore simbolico e spirituale.
Nel 1212, durante una predicazione nel monastero di San Salvatore a Colpersito, San Francesco incontrò Guglielmo da Lisciano, un celebre trovatore e poeta giullare noto come il "Re dei versi", incoronato dall'imperatore Federico II. Guglielmo si trovava a San Severino per far visita a una parente monaca. Toccato nel cuore dalle parole di Francesco e dalla sua visione spirituale, durante la quale vide il Santo attraversato da due spade incrociate a forma di croce, il poeta abbandonò la vanità del mondo per vestire l'abito francescano con il nome di Frate Pacifico. Egli divenne poi uno dei primi e più stretti compagni del Santo, tanto da essere incaricato di musicare e intonare il Cantico delle Creature.
Nel 1213, al suo rientro da Ancona verso Assisi, San Francesco tornò a San Severino Marche. Presso Osimo, il Santo aveva notato un agnellino smarrito in mezzo a un gregge di caproni; impietosito dalla creatura che gli ricordava Cristo condotto al macello, la riscattò offrendo il suo mantello. Arrivato a San Severino Marche, affidò l'agnellino alla cura amorevole delle "Povere Recluse", le monache Clarisse, insediate nel convento di Colpersito. Le suore lo custodirono con devozione, tessendone la lana per realizzare un tonaca a Francesco in occasione del Capitolo generale delle Porziuncola.
Le due storiche visite non rappresentano solo episodi del passato ma continuano ad animare i luoghi simbolo di San Severino Marche: dal convento e santuario di San Salvatore in Colpersito, custode della prima memoria francescana, fino alle figure sanseverinati che ne hanno raccolto l'eredità nei secoli successivi, come San Pacifico Divini.
"Promuovere questo patrimonio unico – sottolinea il sindaco della città, Rosa Piermattei – significa inserire a pieno titolo San Severino Marche negli itinerari storico-spirituali nazionali ed internazionali, valorizzando un'identità cittadina che da oltre otto secoli si riconosce nei valori della pace, dell'accoglienza e della bellezza francescana".