(AGENPARL) - Roma, 28 Agosto 2026 - DITE PERCHÉ SONO ANCORA POVERI"
"Meloni e Bonaccini discutono su chi votano le persone che stanno peggio.
Sarebbe molto più utile discutere del perché, in uno dei Paesi più ricchi
d'Europa, milioni di persone lavorano e restano povere. I poveri non sono
una categoria elettorale da contendersi: sono persone alle quali la
politica deve dare risposte."
Lo dichiara Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale del Partito
della Rifondazione Comunista, intervenendo sulla polemica tra Giorgia
Meloni e Stefano Bonaccini sul voto delle fasce popolari, delle periferie e
delle aree interne.
"Bonaccini pone un problema reale quando dice che la sinistra deve tornare
a rappresentare chi sta peggio. Ma non basta accorgersi delle classi
popolari dopo averne perso il voto. Bisogna avere il coraggio di mettere in
discussione politiche che per anni hanno prodotto precarietà, moderazione
salariale, privatizzazioni e arretramento del welfare.
Meloni, però, non può atteggiarsi a paladina delle periferie. Governa il
Paese e dovrebbe spiegare che cosa sta facendo per chi non arriva alla fine
del mese, per chi aspetta mesi per una visita nella sanità pubblica, per
chi paga affitti insostenibili e per i giovani condannati alla precarietà.
Trasformare tutto in una polemica sull'immigrazione e sulla sicurezza serve
soltanto a nascondere queste responsabilità.
Il punto non è stabilire se un operaio, un precario o un abitante di una
periferia voti a destra o a sinistra. Il punto è perché guadagna troppo
poco, perché la casa costa troppo, perché i servizi pubblici arretrano e
perché la ricchezza continua a concentrarsi nelle mani di pochi.
La sinistra tornerà popolare quando tornerà a essere utile alle classi
popolari. E la destra smetterà di poterle usare come bandiera quando
qualcuno tornerà finalmente a organizzarne bisogni e conflitti.
Meno sociologia elettorale e meno propaganda. Più salari, case, sanità
pubblica e diritti. È di questo che dovrebbe parlare la politica".