(AGENPARL) - Roma, 28 Agosto 2026 - "Oggi la nostra visita al carcere di Aosta è stata interrotta da alcuni
disordini che, per ragioni di sicurezza, ci hanno impedito di accedere alle
sezioni. Alcuni detenuti hanno dato vita ad azioni di protesta, con lanci
di oggetti e acqua. Proprio mentre ci trovavamo a colloqui con la
Comandante, inoltre, un detenuto si è autolesionato utilizzando una
lametta. Nell'esprimere vicinanza agli agenti della Polizia Penitenziaria e
a tutto il personale dell'istituto, torniamo a denunciare un dato evidente:
il carcere sta diventando sempre di più un luogo che produce e alimenta
violenza. La violenza non è mai giustificabile, ma va prevenuta. Disagio,
assenza di opportunità di lavoro e reinserimento e un sovraffollamento che
ormai sta raggiungendo anche Aosta sono il terreno sul quale queste
situazioni esplodono. Continuare a rispondere soltanto con più carcere
significa alimentare un sistema incapace di garantire sicurezza e
reinserimento, che continua a produrre recidiva anziché ridurla" – così
*–*
*Riccardo Morgante*