(AGENPARL) - Roma, 27 Agosto 2026 - Sergey Naryshkin, direttore del Servizio di intelligence estera russo (SVR), ha confermato di aver incontrato a Mosca il direttore della CIA John Ratcliffe, mettendo fine alle indiscrezioni sull’identità degli interlocutori russi coinvolti nella rara visita del capo dell’intelligence statunitense.
«L’incontro ha avuto luogo e non c’è nulla di insolito», ha dichiarato giovedì Naryshkin ai giornalisti, confermando direttamente il faccia a faccia con Ratcliffe. La conferma arriva dopo che il Cremlino aveva già reso noto che il direttore della CIA aveva avuto colloqui con rappresentanti dei servizi d’intelligence russi durante la sua visita nella capitale.
Ratcliffe si è recato a Mosca martedì 25 agosto per una visita non annunciata pubblicamente in precedenza. Il viaggio aveva attirato particolare attenzione dopo che i dati pubblici di tracciamento dei voli avevano mostrato gli spostamenti di un C-17A Globemaster III dell’Aeronautica statunitense, partito dalla Joint Base Andrews e transitato da Riga prima di raggiungere la Russia.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva inizialmente fornito pochi dettagli, limitandosi a spiegare che la missione riguardava contatti tra i servizi di sicurezza. Aveva inoltre precisato che Ratcliffe non aveva incontrato il presidente Vladimir Putin, anche se il leader russo era stato successivamente informato dell’esito dei colloqui.
La dichiarazione di Naryshkin chiarisce quindi uno degli aspetti rimasti fino a oggi incerti: il capo dell’SVR era personalmente tra gli interlocutori del direttore della CIA.
Cosa si sono detti Naryshkin e Ratcliffe?
Il contenuto preciso del colloquio non è stato reso pubblico. Secondo Naryshkin si è trattato di un incontro di lavoro e non di un evento eccezionale nei rapporti tra i due apparati d’intelligence. I contatti tra i vertici dei servizi russi e americani, infatti, sono rimasti aperti anche durante una fase di fortissima tensione politica tra Washington e Mosca.
Ratcliffe e Naryshkin avevano già avuto un contatto telefonico nel marzo 2025, poco dopo l’insediamento della nuova amministrazione Trump, concordando di mantenere un canale di comunicazione tra CIA e SVR.
Resta invece aperta la questione più importante: quale fosse il messaggio portato a Mosca dal direttore della CIA.
Secondo CBS News e il Wall Street Journal, citando fonti informate, Ratcliffe avrebbe avvertito la leadership russa contro qualsiasi possibile attacco o provocazione militare nei confronti di Paesi membri della NATO. Questa ricostruzione, tuttavia, non è stata confermata ufficialmente né dalla CIA né dalle autorità russe.
Il presidente americano Donald Trump ha ridimensionato il carattere eccezionale della missione, definendo il viaggio di Ratcliffe «semi-routine» e respingendo pubblicamente alcune delle interpretazioni circolate sul suo significato.
Un incontro raro in una fase di forti tensioni
La visita resta comunque significativa. Si tratta del primo viaggio pubblicamente noto di un direttore della CIA in Russia dal 2021, quando William Burns si recò a Mosca nei mesi precedenti all’invasione su vasta scala dell’Ucraina.
Il faccia a faccia Naryshkin-Ratcliffe avviene inoltre mentre i rapporti tra Stati Uniti e Russia rimangono condizionati dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni tra Mosca e la NATO e dai dossier internazionali sui quali Washington e il Cremlino hanno interessi contrapposti.
La conferma del direttore dell’SVR risolve dunque il mistero su chi abbia incontrato Ratcliffe a Mosca, ma non quello sul contenuto della missione. Per ora, entrambe le parti sembrano voler mantenere riservati i dettagli del colloquio, presentando il contatto diretto tra i rispettivi servizi come parte dei canali di comunicazione che continuano a funzionare anche nei momenti di maggiore tensione.
