(AGENPARL) - Roma, 25 Agosto 2026 - Roma, 25 ago. – "Lucio Malan, nel tentativo di soccorrere Galeazzo Bignami, arriva a impartirci lezioni di diritto costituzionale dimenticando proprio ciò che ha stabilito la Corte costituzionale. Con la sentenza n. 198 del 2021, la Consulta ha dichiarato non fondate le questioni sollevate sul decreto-legge n. 19 del 2020, precisando che esso non attribuì al Presidente del Consiglio una funzione legislativa né poteri straordinari, ma una potestà amministrativa delimitata dalla fonte primaria. I Dpcm erano quindi atti applicativi di misure già individuate e tipizzate dal decreto-legge. Non lo sostengono Croatti e Lanzi: lo afferma la Corte costituzionale. Nessuno ha mai detto che un semplice atto amministrativo possa autonomamente limitare diritti costituzionali. Abbiamo detto esattamente il contrario: la base normativa era costituita dai decreti-legge, atti aventi forza di legge previsti dall'articolo 77 della Costituzione, mentre i Dpcm ne specificavano l'applicazione secondo presupposti, limiti e durata stabiliti dalla fonte primaria. Malan osserva poi che il primo Dpcm e il decreto-legge n. 6 portavano entrambi la data del 23 febbraio 2020 e che il Parlamento non aveva ancora esaminato il decreto. Dovrebbe sapere che ogni decreto-legge entra in vigore immediatamente e viene sottoposto alle Camere per la conversione entro sessanta giorni. È precisamente il procedimento previsto dalla Costituzione per i casi straordinari di necessità e urgenza. Quel decreto-legge fu poi convertito dal Parlamento nella legge n. 13 del 5 marzo 2020. Si può discutere criticamente delle singole misure, della loro proporzionalità e anche dell'opportunità politica dello strumento utilizzato. Quello che non si può fare è sostenere che Giuseppe Conte abbia agito senza una base legislativa o attribuirgli l'intenzione di scavalcare la Costituzione. Malan lasci perdere le caricature sul Movimento 5 Stelle intenzionato a 'fare qualunque cosa' e risponda nel merito: quali sono i fatti, i nomi e le ipotesi di reato che, secondo Bignami, meriterebbero venti o trenta fascicoli? Anche questa replica conferma il metodo scelto da Fratelli d'Italia: quando chiediamo prove concrete, rispondono cambiando argomento e costruendo scenari inquietanti mai sostenuti da nessuno. Meno propaganda e più rispetto per i fatti, per la Costituzione e per le pronunce della Consulta". Lo scrivono in una nota Marco Croatti e Gabriele Lanzi, Coordinatori regionali del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna.
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