(AGENPARL) - Roma, 24 Agosto 2026 - NON PER LE CASE È UNA VERGOGNA"*"È una vergogna che un Paese del G7 possa
impiegare quasi vent'anni per restituire casa e futuro alle popolazioni
terremotate. Dieci anni dopo il terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016,
la ricostruzione dell'Appennino centrale non è ancora conclusa e si
prospetta un orizzonte che potrebbe arrivare fino al 2035".
Lo dichiara Giovanni Barbera, della Direzione nazionale del Partito della
Rifondazione Comunista, nel decennale del sisma che colpì Amatrice e il
Centro Italia.
"Non ci dicano che mancano le risorse: quando si tratta di armi e riarmo i
miliardi si trovano, quando si tratta di case e servizi per le popolazioni
terremotate si chiede di aspettare. È una questione di priorità politiche.
Dieci anni di ricostruzione incompiuta significano anche spopolamento:
famiglie che non tornano, giovani che cercano altrove il proprio futuro e
territori che rischiano di perdere definitivamente abitanti e attività.
Ricostruire Amatrice e l'Appennino significa quindi ricostruire una
comunità, non soltanto edifici.
La vera sicurezza significa casa, scuola, sanità, trasporti e lavoro. Il
Governo Meloni cambi priorità e destini alla ricostruzione e al rilancio
delle aree terremotate le risorse necessarie per chiudere finalmente
un'emergenza iniziata nel 2016.
Prima delle armi vengono le persone".
Privo
di virus.