(AGENPARL) - Roma, 23 Agosto 2026 - La città di Bengasi ospita una conferenza regionale dedicata alle profonde trasformazioni geopolitiche, economiche e di sicurezza che stanno modificando gli equilibri internazionali e al ruolo che partiti e forze politiche possono svolgere nell’affrontarne le conseguenze. Al centro del confronto anche la posizione strategica della Libia, i rapporti con i Paesi vicini e la necessità di passare dalla semplice gestione delle crisi alla costruzione di politiche capaci di anticiparle.
Il presidente della Commissione per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale della Camera dei Rappresentanti, Youssef Al-Aqouri, ha inaugurato oggi, domenica, i lavori della conferenza dal titolo “Cambiamenti globali e loro ripercussioni sulla regione… Quale ruolo per i partiti politici?”.
All’iniziativa partecipano rappresentanti di parlamenti, partiti e forze politiche provenienti da diversi Paesi, insieme a personalità politiche e diplomatiche.
Un confronto sulle trasformazioni che stanno ridisegnando il mondo
Secondo l’ufficio stampa della Camera dei Rappresentanti, la conferenza è organizzata sotto la supervisione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del governo nominato dalla Camera.
L’obiettivo è creare uno spazio regionale nel quale confrontare analisi e posizioni sulle trasformazioni internazionali e sulle loro conseguenze per i Paesi della regione.
Nel suo intervento inaugurale, Al-Aqouri ha sottolineato come la conferenza arrivi in una fase nella quale il mondo sta attraversando cambiamenti particolarmente rapidi, capaci di modificare gli equilibri di potere e di costringere governi e forze politiche a rivedere strategie, strumenti e relazioni internazionali.
Secondo il parlamentare libico, le crisi contemporanee non possono più essere considerate fenomeni separati.
Geopolitica, energia, migrazioni ed economia: crisi sempre più interconnesse
Al-Aqouri ha individuato diversi fenomeni che stanno incidendo contemporaneamente sugli equilibri regionali: trasformazioni geopolitiche, sicurezza, energia, migrazioni, difficoltà economiche e competizione internazionale per influenza e interessi strategici.
La caratteristica della fase attuale, secondo il presidente della Commissione, è proprio la crescente interconnessione tra queste sfide.
Una crisi energetica può avere conseguenze economiche e sociali; l’instabilità politica può alimentare fenomeni migratori; la competizione tra potenze internazionali può influenzare sicurezza, investimenti e relazioni diplomatiche.
Per questo, ha sostenuto Al-Aqouri, i Paesi della regione devono abbandonare un approccio esclusivamente reattivo.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di passare dalla reazione agli eventi alla partecipazione attiva nella loro definizione e dalla gestione delle emergenze alla costruzione di politiche capaci di anticipare le crisi.
Il ruolo dei partiti deve andare oltre la competizione interna
Una parte centrale dell’intervento è stata dedicata al ruolo delle forze politiche.
Secondo Al-Aqouri, partiti e movimenti non dovrebbero limitare la propria attività alla competizione per il potere all’interno dei rispettivi Paesi.
La politica dovrebbe contribuire anche alla definizione di una visione nazionale sulle grandi questioni regionali e internazionali, capace di individuare e difendere gli interessi strategici dello Stato.
In questa prospettiva, ai partiti spetterebbe anche il compito di favorire la comunicazione tra popolazioni e istituzioni e contribuire alla costruzione di processi decisionali meno condizionati dalla polarizzazione e dalle rivalità interne.
Il tema assume un significato particolare nel contesto libico, dove le divisioni politiche e istituzionali degli ultimi anni hanno spesso condizionato anche la capacità del Paese di presentare posizioni unitarie sui principali dossier regionali e internazionali.
La posizione della Libia e la stabilità regionale
Al-Aqouri ha quindi richiamato l’attenzione sulla particolare collocazione geografica della Libia.
Affacciato sul Mediterraneo e confinante con diversi Stati nordafricani e saheliani, il Paese si trova al centro di dinamiche che coinvolgono Maghreb, Sahel, Mediterraneo ed Europa.
Per questa ragione, secondo il presidente della Commissione Affari Esteri, la stabilità libica non può essere considerata esclusivamente una questione nazionale: rappresenta anche un elemento della sicurezza dell’intera area circostante.
Instabilità politica, criminalità transnazionale, migrazioni irregolari, sicurezza delle frontiere e dinamiche economiche sono infatti fenomeni che possono superare rapidamente i confini nazionali.
Da qui la necessità, evidenziata durante la conferenza, di sviluppare relazioni equilibrate con i Paesi vicini, gli Stati del Maghreb e gli altri partner internazionali.
Sovranità e non ingerenza alla base delle relazioni regionali
Secondo Al-Aqouri, tali relazioni devono fondarsi su alcuni principi fondamentali: rispetto reciproco, non ingerenza negli affari interni, tutela della sovranità nazionale e riconoscimento dell’autonomia decisionale degli Stati.
La costruzione di rapporti regionali equilibrati viene quindi presentata come una priorità della politica estera libica.
In questo quadro, la geografia dovrebbe trasformarsi da possibile fonte di tensione in un’opportunità per costruire cooperazione politica, economica e di sicurezza.
Al-Aqouri punta sulla diplomazia parlamentare
Un altro tema centrale della conferenza riguarda la diplomazia parlamentare.
Al-Aqouri ha sostenuto che i rapporti tra assemblee legislative hanno acquisito un’importanza crescente in un sistema internazionale nel quale gli strumenti diplomatici tradizionali, da soli, incontrano maggiori difficoltà nell’affrontare crisi particolarmente complesse.
I parlamenti possono aprire canali di comunicazione complementari a quelli governativi, mantenere il dialogo anche nei momenti di tensione e contribuire alla costruzione di rapporti politici tra Paesi e istituzioni.
Secondo il presidente della Commissione, la diplomazia parlamentare può quindi diventare uno strumento per promuovere la comprensione politica, creare nuovi spazi di dialogo e favorire partnership regionali e internazionali.
La Camera vuole ampliare la propria rete internazionale
La Camera dei Rappresentanti, ha spiegato Al-Aqouri, attribuisce particolare importanza allo sviluppo delle relazioni con parlamenti stranieri e organizzazioni regionali e internazionali.
L’obiettivo è utilizzare questi rapporti per rafforzare la comunicazione politica, sostenere gli interessi nazionali della Libia e creare nuove opportunità di cooperazione.
La conferenza di Bengasi si inserisce proprio in questa strategia, riunendo rappresentanti politici e parlamentari attorno a questioni che interessano l’intera regione.
Il confronto punta inoltre a superare una diplomazia basata esclusivamente sulle dichiarazioni, cercando di individuare possibili iniziative condivise.
Dall’analisi delle crisi alle soluzioni
Al-Aqouri ha auspicato che i lavori non si limitino a descrivere le difficoltà esistenti.
La conferenza dovrebbe diventare, nelle intenzioni degli organizzatori, uno spazio di dialogo responsabile e scambio di visioni, capace di produrre proposte e iniziative concrete.
La priorità è passare dalla diagnosi dei problemi all’individuazione di soluzioni che possano contribuire alla sicurezza e alla stabilità regionale, tutelando contemporaneamente gli interessi nazionali dei diversi Paesi.
È un approccio che riflette uno dei messaggi centrali dell’intervento: davanti alla velocità delle trasformazioni globali, limitarsi a reagire alle crisi quando sono già esplose non è più sufficiente.
«Trasformare le sfide in opportunità»
Nel concludere il proprio discorso, Al-Aqouri ha sintetizzato la filosofia della conferenza sottolineando che la regione non ha bisogno di ulteriori crisi.
Ciò che serve, secondo il parlamentare, è invece una volontà politica capace di trasformare le sfide in opportunità e le controversie in occasioni di dialogo.
Anche la geografia condivisa deve essere reinterpretata in questa prospettiva: non come elemento che alimenta rivalità e contrapposizioni, ma come base sulla quale costruire partnership autentiche.
La conferenza di Bengasi punta dunque a mettere in relazione politica interna e scenari internazionali, partendo dalla consapevolezza che energia, sicurezza, economia, migrazioni e competizione geopolitica sono ormai strettamente collegate.
Per la Libia, il messaggio emerso dall’apertura dei lavori è altrettanto chiaro: la stabilità nazionale e quella regionale sono interdipendenti, mentre parlamenti e forze politiche sono chiamati ad assumere un ruolo più attivo nella costruzione delle relazioni internazionali e nella ricerca di risposte comuni alle trasformazioni globali.
