(AGENPARL) - Roma, 19 Agosto 2026 - AGR Basilicata
Agosto 19, 2026
Quarantacinque edizioni della Sagra e trent'anni di riconoscimento Igp – sottolinea l'assessore all'Agricoltura – raccontano una comunità che ha creduto nel proprio prodotto. Ora dobbiamo portare a compimento il percorso per il pieno riconoscimento ministeriale del Consorzio di tutela.
«Il Fagiolo di Sarconi IGP è una delle espressioni più autentiche della nostra agricoltura e dimostra come la Basilicata possa trasformare le proprie radici in valore, lavoro e nuove opportunità per i territori». Lo ha dichiarato l'assessore regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala, che ieri ha partecipato alla prima delle due serate della 45ª edizione della Sagra del Fagiolo di Sarconi IGP.
Un appuntamento che nel tempo è diventato molto più di una manifestazione gastronomica. La Sagra rappresenta la principale vetrina del Fagiolo di Sarconi IGP e riunisce agricoltura, produzioni locali, cultura rurale, artigianato, ristorazione e accoglienza.
L'edizione di quest'anno assume un significato particolare perché coincide con i trent'anni dal riconoscimento europeo dell'Indicazione geografica protetta, ottenuto nel 1996. Un traguardo che testimonia il valore di un prodotto profondamente legato a Sarconi e a un'area più ampia della Val d'Agri, custodito dal lavoro degli agricoltori e dall'azione di chi ne ha assicurato nel tempo la tutela e la promozione.
«In questa occasione – aggiunge Cicala – desidero rivolgere un pensiero particolare a Giovanni Tempone, già sindaco di Sarconi, scomparso da meno di un anno. Il suo impegno per la comunità, per la Pro Loco che oggi porta il suo nome e per la crescita del Fagiolo IGP rimane un patrimonio importante per Sarconi e per tutta la Val d'Agri».
«Quarantacinque edizioni della Sagra e trent'anni di riconoscimento IGP – sottolinea Cicala – raccontano una comunità che ha creduto nel proprio prodotto e ha saputo farne un simbolo riconosciuto ben oltre i confini regionali. Ora dobbiamo compiere un ulteriore passo in avanti, portando a compimento il percorso per il pieno riconoscimento ministeriale del Consorzio di tutela e costruendo intorno ad esso una filiera sempre più organizzata, capace di aggregare i produttori, rafforzare il posizionamento del marchio, raggiungere nuovi mercati e generare reddito e occupazione stabile, soprattutto per i giovani».