(AGENPARL) - Roma, 13 Agosto 2026 - Il Tagikistan si prepara a una svolta decisiva nel settore energetico. Con l’avvio della trivellazione di un pozzo esplorativo ultra-profondo previsto per l’inizio del 2027, il progetto Bokhtar entra nella sua fase cruciale: una scommessa ambiziosa per espandere la base di risorse domestiche e ridurre la storica dipendenza dalle importazioni di combustibili.
Un progetto tecnologico ad alta complessità
Il progetto, gestito dal colosso cinese CNPC dopo il trasferimento delle quote precedentemente detenute da TotalEnergies, punta a esplorare il bacino afghano-tagiko nella regione di Khatlon.
- Obiettivo trivellazione: Il pozzo esplorativo raggiungerà una profondità di 7.000 metri.
- Sfide tecniche: I geologi dovranno operare in condizioni estreme, con temperature vicine ai 180 gradi Celsius e pressioni fino a 140 MPa, affrontando formazioni saline e faglie tettoniche complesse.
- Investimenti: Dopo i circa 7,4 milioni di dollari spesi per i rilievi magnetici e gravimetrici nel 2024, le attività proseguono con campagne di esplorazione sismica 2D per mappare le strutture più promettenti.
L’urgenza di diversificare le forniture
Per Dushanbe, il successo del progetto Bokhtar è una priorità strategica. Attualmente, il Paese importa oltre il 90% del proprio fabbisogno di carburante dalla Russia, esponendosi a rischi di interruzioni e volatilità dei prezzi.
I dati del primo semestre 2026 evidenziano una situazione critica:
- Importazioni: Circa 600.000 tonnellate di diesel, benzina e cherosene (in aumento di 40.000 tonnellate rispetto all’anno precedente).
- Prezzi: Il costo del diesel è balzato in soli due mesi da 1,19 a 1,84 dollari al litro, spingendo il governo a intensificare i colloqui con Pechino per potenziali forniture alternative.
La strategia di Dushanbe: oltre l’elettricità
Il presidente Emomali Rahmon ha delineato una visione che va oltre la semplice generazione di elettricità (spinta dal completamento della centrale idroelettrica di Rogun previsto per il 2027). La strategia nazionale mira ora a potenziare le industrie di raffinazione e il settore petrolchimico.
Durante gli incontri regionali, Rahmon ha persino proposto ai leader dell’Asia centrale la costruzione di una grande raffineria regionale basata su tecnologie avanzate, per mitigare gli effetti dell’instabilità dei mercati energetici globali. Se le riserve del Bokhtar saranno confermate, il Tagikistan potrebbe trasformarsi da importatore netto a protagonista della sicurezza energetica regionale, riscrivendo le proprie prospettive economiche per i prossimi decenni.
