(AGENPARL) - Roma, 7 Agosto 2026 - Due anni dopo il rovesciamento del governo di Sheikh Hasina, le relazioni tra Nuova Delhi e Dhaka attraversano una delicata fase di ricalibrazione. Nonostante le tensioni iniziali — caratterizzate da scambi retorici e restrizioni temporanee — i due paesi rimangono vincolati da un’interdipendenza geografica ed economica che nessuna delle due parti può permettersi di ignorare.
La nuova rotta di Dhaka: tra Pechino e Nuova Delhi
Il governo ad interim guidato da Muhammad Yunus sta attuando una politica di autonomia strategica più marcata. La recente missione diplomatica del Primo Ministro Tarique Rahman a Pechino, che ha visto proposte di investimento cinesi per oltre 9,2 miliardi di dollari, segna un cambio di passo. Tra i progetti più sensibili per l’India spicca il piano cinese per la gestione completa del fiume Teesta, una mossa con evidenti implicazioni per la sicurezza idrica e strategica di Nuova Delhi.
Il peso dei partner commerciali
La sfida per il Bangladesh rimane il bilanciamento tra i suoi tre principali poli di influenza:
- Cina: Si conferma il primo partner commerciale e fornitore di sistemi d’arma, oltre a essere una fonte cruciale di investimenti diretti esteri (IDE).
- India: Rimane il secondo partner commerciale e un pilastro per la sicurezza energetica e lo sviluppo infrastrutturale.
- Stati Uniti: Restano il mercato di sbocco primario per l’industria dell’abbigliamento (settore da 39 miliardi di dollari).
Punti critici e infrastrutture
La competizione per l’influenza si gioca sulla capacità di esecuzione dei grandi progetti. L’India mantiene una presenza capillare — con 31 progetti di sviluppo, incluse ferrovie e porti — ma l’allungamento dei tempi di realizzazione ha aperto spazi alla Cina, come dimostrato dalla Zona Economica Speciale del porto di Mongla, originariamente destinata all’India e poi passata di mano.
Dal punto di vista energetico, il legame resta profondo: l’India fornisce circa il 15,6% del fabbisogno elettrico del Bangladesh, supportato da infrastrutture critiche come il gasdotto dell’amicizia e la centrale di Maitree. L’emergere di un mercato regionale dell’elettricità (che coinvolge anche Nepal e Bhutan) rappresenta un banco di prova per vedere se l’India riuscirà a posizionarsi come facilitatore regionale o se Dhaka continuerà a cercare percorsi alternativi.
La prospettiva di Nuova Delhi
Per l’India, il futuro dei legami con il Bangladesh si gioca su tre direttrici:
- Realpolitik: Mantenere un pragmatico dialogo con il governo BNP per evitare che la ricalibrazione si trasformi in uno scivolamento verso una totale dipendenza da Pechino.
- Sicurezza: Presidiare le linee rosse relative al confine nord-orientale, storicamente sensibile.
- Minoranze: Gestire l’impatto della politica interna — caratterizzata da una svolta conservatrice in entrambi i paesi — sulle dinamiche bilaterali.
La sfida di Dhaka è chiara: riuscire a massimizzare i vantaggi economici derivanti dal dualismo India-Cina senza compromettere la propria stabilità regionale o l’autonomia strategica.
