(AGENPARL) - Roma, 1 Agosto 2026 - Santiago del Cile, 1 agosto— Migliaia di donne cilene hanno sfilato in almeno una dozzina di città per protestare contro un disegno di legge volto a imporre l’ascolto del battito cardiaco fetale prima di un’interruzione di gravidanza.
I dettagli della mobilitazione
- Il percorso: La protesta contro la legge “Ascolta il tuo cuore” — spinta dai partiti di estrema destra Repubblicani e Nacional Libertario — è partita da Plaza Baquedano per concludersi di fronte al Palacio de La Moneda, sede della presidenza.
- La diffusione: Oltre a Santiago, le piazze si sono mobilitate a Valparaíso, Iquique, Calama, Antofagasta, Copiapó, La Serena, Concepción e Temuco.
- Lo slogan: La protesta è stata caratterizzata dal motto “Ascolta la mia decisione” in difesa dei diritti delle donne.
Il contesto normativo e le voci della protesta
Margarita Peña, esponente del Coordinatore Femminista 8M, ha ricordato che in Cile l’aborto è legale unicamente in tre circostanze: pericolo per la vita della madre, irrealizzabilità fetale o stupro. Secondo Peña, costringere una donna in una situazione così traumatica ad ascoltare il battito equivarrebbe ad aumentare inutilmente la sua sofferenza, definendo la misura “crudele, degradante e disumano”.
Yasna Castillo (Osservatrice della Legge sull’Aborto, approvata nel 2017) ha sottolineato come la normativa attuale presenti già svariati ostacoli, criticando i parlamentari per aver cercato di inasprirli anziché concentrarsi su questioni economiche e di sicurezza. Sulla stessa linea Catalina Lufín (presidente della Gioventù Comunista), che ha parlato di un “brutale passo indietro”, e la studentessa di sociologia Magdalena Silva, che ha criticato il fatto che in Cile l’aborto non sia ancora libero, sicuro e gratuito.
Il fronte del no e i dati
La proposta ha suscitato una vasta ondata di sdegno tra schieramenti politici, difensori dei diritti umani e specialisti della salute. Secondo i dati del sondaggio Cadem, il 66% della popolazione si oppone all’iniziativa.
