(AGENPARL) - Roma, 1 Agosto 2026 - Il leader del Partito Democratico albanese, Sali Berisha, ha duramente criticato le proposte di riforma territoriale avanzate dal Partito Socialista, sostenendo che rappresentano una prosecuzione della riforma amministrativa del 2014, da lui definita un fallimento che ha contribuito allo spopolamento del Paese e all’abbandono delle aree rurali.
Durante una comunicazione online con i cittadini, Berisha ha affermato che la riduzione del numero di comuni e municipalità da 410 a 61 ha avuto conseguenze negative sugli investimenti nelle zone rurali, interrompendo lo sviluppo delle infrastrutture, delle reti idriche e fognarie e il sostegno al settore agricolo.
«L’eliminazione dei comuni dalle mappe delle unità di governo locale ha comportato l’arresto di tutti gli investimenti nell’Albania rurale, che rappresenta circa il 49% della popolazione. Questa politica ha avuto un impatto devastante sulla situazione demografica del Paese», ha dichiarato Berisha.
Il presidente del Partito Democratico ha inoltre sostenuto che tra il 2015 e il 2024 l’Albania abbia registrato un’emigrazione senza precedenti. Citando dati di Eurostat, ha affermato che oltre 1,09 milioni di cittadini albanesi si sono trasferiti nell’area Schengen e che, considerando anche le partenze verso Stati Uniti, Canada, Norvegia, Australia e altri Paesi, quasi il 47% della popolazione avrebbe lasciato l’Albania nell’ultimo decennio.
Berisha ha collegato questo fenomeno all’aumento della manodopera straniera nel Paese, affermando che migliaia di lavoratori provenienti dall’estero stanno sostituendo la forza lavoro albanese emigrata.
«È stato annunciato il reclutamento di oltre 22.000 lavoratori dal Vietnam. Secondo le statistiche ufficiali, oltre 23.000 lavoratori stranieri sono già impiegati nel Paese, senza contare quelli non registrati», ha dichiarato.
Nel suo intervento, il leader dell’opposizione ha ribadito le accuse al governo guidato da Edi Rama, definendo la situazione demografica un «genocidio silenzioso» e chiedendo nuovamente le dimissioni dell’esecutivo.
Berisha ha inoltre criticato la gestione degli aiuti economici nelle aree più svantaggiate, sostenendo che nella sola contea di Kukës siano stati sospesi i sussidi a circa 20.000 famiglie in un anno.
Riguardo alla riforma territoriale, il presidente del Partito Democratico ha dichiarato che i comuni delle minoranze devono essere tutelati, ma ha contestato l’ipotesi di ridurre ulteriormente il peso delle comunità albanesi. Ha aggiunto che il suo partito è pronto a rivedere e ampliare la proposta di ripristino dei comuni soppressi nel 2014 sulla base delle consultazioni con le comunità locali.
Infine, Berisha ha invitato i cittadini dei comuni interessati dalla riforma a mobilitarsi per difendere le proprie amministrazioni locali, citando le recenti proteste registrate in diverse città del Paese e chiedendo una partecipazione attiva contro il progetto del governo.
