(AGENPARL) - Roma, 29 Luglio 2026 - Sale drammaticamente il bilancio dei bombardamenti notturni congiunti tra Stati Uniti e Arabia Saudita in Iraq. Le Forze di mobilitazione popolare irachene (PMF) hanno rilasciato una nota ufficiale tramite l’agenzia nazionale INA. Il gruppo sostenuto da Teheran denuncia l’uccisione di almeno 20 membri e il ferimento di altri 32 combattenti.
Attacchi in sette province
Secondo la dichiarazione del PMF, i caccia alleati hanno preso di mira il quartier generale del gruppo. I bombardamenti hanno colpito sette diverse province irachene. Tra queste figurano le aree strategiche di Baghdad, Wasit, Ninive, Bassora, Kirkuk, Karbala e Diyala. Di conseguenza, i raid coordinati hanno causato ingenti danni alle strutture, ai veicoli e alle attrezzature militari. Attualmente, alcuni comitati specializzati stanno valutando la reale entità delle distruzioni sul campo.
La posizione diplomatica di Riyadh
In secondo luogo, emergono dettagli cruciali sulla posizione politica dell’Arabia Saudita. Il regno saudita ha giustificato l’azione militare citando esplicitamente l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Pertanto, Riyadh rivendica il pieno diritto all’autodifesa dopo i droni lanciati dall’Iraq contro i propri impianti petroliferi. Infine, il governo saudita ha avvertito che intraprenderà nuove azioni militari se le milizie filoiraniane effettueranno ulteriori attacchi.
