(AGENPARL) - Roma, 22 Luglio 2026 - COORDINAMENTO NAZIONALE DIRIEGENTI PENITENZIARI FSI USAE
CARCERI, CHI DECIDE ASCOLTI CHI LE DIRIGE
Nelle carceri italiane l’emergenza non è soltanto climatica. Il caldo estremo aggrava una
situazione già segnata da sovraffollamento, reparti inagibili, carenze strutturali, ritardi nella
disponibilità di beni essenziali e una cronica insufficienza di personale. La Polizia Penitenziaria opera
spesso con organici ridotti nelle sezioni e, a causa della carenza di personale amministrativo, viene
impiegata anche per garantire attività indispensabili al funzionamento degli istituti. Su Direttori e
personale ricade così un carico crescente di responsabilità, senza strumenti e risorse adeguati.
Di fronte a questa realtà, le riforme e le soluzioni individuate nel tempo si sono spesso affidate
prevalentemente agli apparati centrali dell’Amministrazione.
Rivolgiamo un fiducioso appello alle massime Istituzioni — in primis alla Presidente del
Consiglio Giorgia Meloni, al Presidente del Senato Ignazio La Russa, al Ministro della Giustizia Carlo
Nordio e al Sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega al DAP Alberto Balboni —, ma
guardiamo con spirito critico e costruttivo anche al percorso dei precedenti Ministri della Giustizia,
tra cui Marta Cartabia, Alfonso Bonafede e Andrea Orlando. Se in passato le politiche penitenziarie
avessero potuto integrarsi con l’ascolto diretto e costante dei Direttori, la storia del nostro sistema
carcerario e la sua attuale tenuta sarebbero state diverse. Oggi più che mai, chi è chiamato a
governare queste complesse dinamiche ha l’opportunità di segnare un cambio di passo. Non è
possibile governare ed efficaciamente riformare il sistema penitenziario senza ascoltare chi lo dirige
ogni giorno. Solo chi è vicino alla fornace ne conosce davvero il calore.
I Direttori Penitenziari operano quotidianamente nel punto di incontro tra sicurezza, legalità,
tutela delle persone detenute, gestione del personale e responsabilità amministrativa. Escluderli
dalla fase di elaborazione delle politiche penitenziarie significa rischiare di costruire interventi lontani
dalla realtà operativa e complessi da attuare. Non vogliamo contrapposizioni, ma ascolto
istituzionale. Non rivendichiamo solo spazi di rappresentanza, ma la possibilità di instaurare un
confronto sostanziale e formale, al fine di offrire competenze, esperienza e proposte concrete.
Il sovraffollamento e le carenze di organico non sono emergenze improvvise: sono problemi
strutturali, stratificati nel tempo. Per affrontarli servono decisioni coraggiose, risorse adeguate e un
confronto preventivo con chi sarà chiamato a tradurre ogni riforma nella pratica quotidiana.
Il CNDP FSI-USAE – Coordinamento Nazionale dei Direttori Penitenziari conferma la propria
piena disponibilità a un dialogo serio e costruttivo con il Ministero della Giustizia, la Presidenza del
Consiglio e tutte le istituzioni competenti.
La politica raccolga questa disponibilità e apra un tavolo diretto con i Direttori Penitenziari e
con le loro rappresentanze. Non si può riformare il carcere restando fuori dai luoghi della pena.

