(AGENPARL) - Roma, 20 Luglio 2026 - Mentre il comando centrale statunitense (CENTCOM) estende il perimetro dei suoi bombardamenti colpendo per la nona notte consecutiva obiettivi sensibili nella provincia strategica di Bushehr – sede dell’unica centrale nucleare civile dell’Iran – il canale diplomatico tra Teheran e Washington mostra inattesi segnali di attività sotterranea. A confermare questo doppio binario, in cui le risposte balistiche si intrecciano alle trattative riservate, è stato stamattina il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, nel corso di una conferenza stampa d’urgenza nella capitale.
L’annuncio di Baghaei e i messaggi dai mediatori
Nonostante il drammatico inasprimento del conflitto marittimo nello Stretto di Hormuz e la pioggia di proiettili americani che ha lambito le infrastrutture costiere meridionali, il portavoce iraniano ha respinto la tesi di una rottura totale e irreversibile del dialogo. Il portavoce ha dichiarato chiaramente davanti ai media internazionali che respinge il dualismo tra guerra e diplomazia, specificando che la diplomazia è uno strumento attraverso il quale Teheran persegue i propri interessi nazionali esattamente come fa con lo strumento militare.
Il diplomatico ha rivelato che l’apparato governativo ha ricevuto nelle ultime ore nuove proposte e idee concrete da parte di mediatori internazionali. Il ruolo attivo in questi scambi è storicamente ricoperto da paesi come Oman e Qatar, impegnati a mitigare l’escalation e a esplorare i margini per una ripresa dei negoziati. La notizia della diplomazia parallela in corso nonostante i raid terrestri trova riscontro immediato nei dettagli diffusi in tempo reale, che confermano l’attivazione dell’apparato di Teheran per il passaggio di messaggi riservati tramite intermediari.
Il nodo del Memorandum di Islamabad
La diplomazia ombra si muove però in un perimetro estremamente rigido. Soltanto poche ore fa, il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha ribadito che i colloqui formali per un trattato di pace definitivo non potranno avere inizio finché Washington manterrà attiva la minaccia militare sul territorio nazionale. Araghchi ha esplicitamente invocato i vincoli del recente memorandum d’intesa siglato a Islamabad, che vieta l’avvio di trattative formali sotto l’effetto di coercizioni o attacchi diretti. Il monito risponde alle dichiarazioni della Casa Bianca, con il presidente Donald Trump che ha vincolato la fine delle ostilità a un accordo immediato alle condizioni statunitensi, minacciando in caso contrario il definitivo smantellamento delle infrastrutture strategiche della Repubblica Islamica.
L’impatto militare su Bushehr
Sul piano terrestre, l’attenzione resta concentrata sui danni causati dall’ultima ondata di raid americani nella provincia di Bushehr. Il governatore locale ha confermato che diversi proiettili hanno colpito installazioni militari e sistemi di difesa aerea dislocati nell’area portuale. Le autorità di Teheran hanno rassicurato la cittadinanza e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) in merito alla piena sicurezza del vicino reattore civile, che continua a operare regolarmente e non è stato intaccato dai bombardamenti. Tuttavia, l’estensione dei target statunitensi a una provincia così sensibile dimostra come la pressione militare del CENTCOM stia stringendo i tempi per costringere il nuovo corso politico iraniano a cedere sul controllo delle rotte petrolifere del Golfo.
