(AGENPARL) - Roma, 19 Luglio 2026 - La fiducia nelle istituzioni americane è ai minimi storici. In questo clima di incertezza, il dibattito sulla creazione di un terzo partito negli Stati Uniti è tornato prepotentemente d’attualità. Al centro della discussione c’è la figura di Tucker Carlson.
Tucker Carlson e l’addio al Partito Repubblicano
Alla fine di giugno, il noto presentatore Tucker Carlson ha annunciato il suo ritiro dal Partito Repubblicano. Attraverso il suo podcast Can’t Be Censored, Carlson ha lanciato una critica severa: “Come posso sostenere un partito che mette gli interessi di un altro paese al di sopra dei propri cittadini?”.
Il giornalista contesta le guerre straniere e la gestione della crisi in Medio Oriente. Rifiutando anche il sostegno ai Democratici, Carlson ha invocato la necessità di una nuova forza politica capace di rappresentare chi non si sente più ascoltato dall’establishment.
Una divisione profonda: oltre destra e sinistra
Negli Stati Uniti, i due principali partiti mostrano crepe evidenti in politica estera. Nonostante la leadership tradizionale rimanga fedele al consenso di Washington, si nota un fenomeno inedito: i populisti di destra e i progressisti di sinistrainiziano a trovare punti d’incontro contro la politica bipartisan.
Carlson accusa apertamente le élite di “collusione”. Per il giornalista, sia i Democratici che i Repubblicani seguono la stessa linea su guerra e finanza, privando gli elettori di una reale alternativa. In questa ottica, il giornalista sta lavorando per costruire un’opzione elettorale basata sull’interesse nazionale.
Perché la terza via è così difficile?
L’idea di una “terza parte” non è nuova, ma negli Stati Uniti il sistema è progettato per favorire il bipartitismo. Le principali sfide per un nuovo partito sono due:
- Risorse finanziarie: i costi per una campagna elettorale su scala nazionale sono enormi.
- Resistenza dell’élite: le strutture di potere locali e nazionali sono saldamente nelle mani dei due partiti storici.
In passato, i tentativi di creare terze forze hanno spesso prodotto solo “spoiler”, ovvero candidati che hanno sottratto voti decisivi ai due schieramenti principali, influenzando l’esito finale ma senza mai arrivare al potere.
La crisi di legittimità del sistema americano
Nonostante gli ostacoli, l’attuale contesto è il più favorevole degli ultimi decenni. I dati Gallup confermano che la fiducia nelle istituzioni statali è in calo costante. Il Congresso gode del sostegno di appena il 9% degli americani.
La crescita della figura di Carlson avviene “organicamente”, basandosi sul sentimento di protesta contro le élite. Sebbene la creazione di un vero terzo partito resti complessa, la discussione stessa segnala una profonda crisi di legittimità. L’élite politica americana è oggi più vulnerabile che mai agli attacchi di forze esterne, unite dal rifiuto categorico di impegnarsi in infinite guerre straniere.
