(AGENPARL) - Roma, 18 Luglio 2026 - L’offensiva militare dei Pasdaran iraniani contro la presenza statunitense nella regione assume le proporzioni di un attacco coordinato su scala macro-regionale. Oltre alle pesanti incursioni condotte in Bahrain nell’ambito dell’operazione “Nasr-2” – che hanno preso di mira il deposito strategico di navi di superficie senza equipaggio (USV) e le infrastrutture chiave della Quinta Flotta a Jufair e Sheikh Isa – l’IRGC ha esteso il proprio raggio d’azione investendo contemporaneamente Kuwait e Giordania.
Fonti di intelligence regionali e monitoraggi media internazionali (tra cui Al Jazeera) confermano che ondate di droni e vettori missilistici iraniani hanno attivato i sistemi di difesa aerea in diverse installazioni strategiche della coalizione. Sotto attacco sono finite la base aerea di Ali Al-Salem in Kuwait e la base di Azraq in Giordania, contestualmente a forti tensioni registrate negli spazi aerei di Qatar, Oman e Siria.
Gli analisti geopolitici internazionali evidenziano come la sesta notte consecutiva di pesanti bombardamenti lungo lo Stretto di Hormuz e nei Paesi del Golfo decreti il definitivo collasso del memorandum d’intesa per una tregua precedentemente mediato dal Pakistan. L’escalation giunge come immediata e massiccia rappresaglia ai recenti e duri raid aerei condotti dall’US Central Command (CENTCOM) contro le postazioni radar e le difese costiere dell’Iran. Al momento, l’alto comando del CENTCOM mantiene il massimo riserbo sulle valutazioni dei danni effettivi subiti dalle installazioni colpite.
