(AGENPARL) - Roma, 17 Luglio 2026 - CITTÀ DEL MESSICO – La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha ufficializzato il rifiuto del suo Paese di partecipare al vertice convocato dagli Stati Uniti sul presunto “terrorismo di estrema sinistra”. La decisione è stata motivata dal carattere marcatamente politico dell’iniziativa.
La posizione del Messico
La presidente Sheinbaum ha chiarito che il Messico ha scelto di non inviare delegazioni perché considera l’evento uno strumento politico. Il governo ha sottolineato che la questione non è legata alla lotta contro gruppi criminali o a reali esigenze di sicurezza.
Durante la conferenza stampa tenuta a Tulum, la leader messicana ha espresso le motivazioni del rifiuto:
- Il titolo dell’evento è stato giudicato imprudente.
- Le questioni politiche non dovrebbero diventare temi di sicurezza senza un crimine specifico da perseguire.
- Il Dipartimento di Stato americano è stato informato della scelta.
Il richiamo alla Costituzione
Sheinbaum ha ribadito che la politica estera del Messico segue principi costituzionali rigorosi. Tra questi spiccano l’autodeterminazione dei popoli, il non intervento e la risoluzione pacifica delle controversie. La Carta Magna messicana proibisce inoltre la minaccia o l’uso della forza nelle relazioni internazionali, promuovendo invece la cooperazione allo sviluppo e i diritti umani.
Il contesto: il vertice di Marco Rubio
Il vertice, promosso dal Segretario di Stato statunitense Marco Rubio, ha riunito rappresentanti di oltre 60 nazioni. L’obiettivo dichiarato dalla Casa Bianca era affrontare quella definita come una nuova minaccia: il “terrorismo di estrema sinistra”.
Esperti e osservatori internazionali hanno espresso forti critiche riguardo all’incontro. Molti sostengono che l’iniziativa di Rubio rappresenti una forma moderna di maccartismo, volta a dipingere l’ideologia di sinistra come il principale nemico globale.
