(AGENPARL) - Roma, 17 Luglio 2026 - Teheran – La tensione nel Golfo Persico tocca un nuovo apice. Dopo le polemiche sollevate dal Vicepresidente statunitense J.D. Vance, anche il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, entra nel dibattito accusando apertamente il governo israeliano di manipolare l’amministrazione statunitense per trascinare Washington in una “guerra di scelta invincibile”.
Araghchi: “L’influenza israeliana presto svelata”
In un messaggio pubblicato questa mattina sul suo account X, il capo della diplomazia iraniana ha rilanciato con forza le indiscrezioni riguardanti una vasta campagna di influenza finanziata da Israele per orientare la base elettorale di Donald Trump contro un accordo di pace con Teheran. Araghchi ha citato un’inchiesta della rivista Time, la stessa evocata da Vance, che individua nell’ex stratega digitale Brad Parscale un punto di contatto chiave per manovre finalizzate a condizionare l’opinione pubblica americana.
“Gli americani vengono avvertiti dell’influenza straniera”, ha scritto Araghchi, per poi aggiungere: “Che ne dite della vasta campagna israeliana per ingannare l’amministrazione statunitense? Israele sta usando i soldi dei contribuenti americani per mettere a tacere ogni voce critica. Presto, tutto questo si svelerà”.
L’avvertimento del comando navale dell’IRGC
Parallelamente alla battaglia diplomatica, la situazione sul campo si fa incandescente. Il comando della Marina dell’IRGC ha diffuso un avvertimento diretto alle unità navali di CENTCOM operative nella regione. In una dichiarazione corredata da immagini di attività e posizionamento di assetti militari statunitensi, i Guardiani della Rivoluzione hanno avvertito che le manovre americane sono sotto “piena sorveglianza”.
Il messaggio, dai toni ultimativi, recita: “Gli americani si stanno avvicinando all’ora zero di un’operazione contro le nostre unità navali in ogni momento”. A fare da eco, il portavoce delle forze armate iraniane ha ribadito che qualsiasi nuovo attacco contro le infrastrutture iraniane — che secondo Teheran continuano nonostante il memorandum di tregua sottoscritto — innescherà una risposta definita “molto devastante”.
Analisi: la convergenza di due fronti
Il sincronismo tra le parole di J.D. Vance e quelle di Abbas Araghchi non è casuale. La strategia di Teheran sembra chiara:
- Delegittimare l’interlocutore: Usando le critiche interne alla politica americana (Vance), l’Iran cerca di indebolire la narrazione ufficiale dell’alleanza USA-Israele.
- Deterrenza militare: Accompagnando le accuse diplomatiche con minacce militari esplicite, Teheran cerca di scoraggiare la prosecuzione dei raid che, da sei giorni, colpiscono porti e città nel sud del Paese.
La situazione resta estremamente fluida. Il nodo della questione rimane l’efficacia del memorandum d’intesa siglato tra Washington e Teheran: un accordo che, al momento, sembra più una tregua teorica che una realtà operativa.
