(AGENPARL) - Roma, 17 Luglio 2026 - Direttore Responsabile: Laura Sutto
"La MASH (Steatoepatite Associata a Disfunzione Metabolica) è una malattia che cresce nel silenzio, ma i suoi effetti possono essere devastanti. Non possiamo permetterci di intervenire quando il danno al fegato è già irreversibile: la prevenzione e la diagnosi precoce devono diventare una priorità della sanità regionale".
Lo ha dichiarato il Segretario della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Puglia, Antonio Paolo Scalera, presentando la mozione con cui si chiede alla Regione di rafforzare le politiche di prevenzione, screening e presa in carico dei pazienti affetti da Steatoepatite Associata a Disfunzione Metabolica (MASH), una patologia destinata a diventare una delle principali emergenze sanitarie dei prossimi anni.
"Parliamo – ha proseguito Scalera – di una malattia strettamente collegata all'aumento dell'obesità, del diabete e della sindrome metabolica, condizioni purtroppo molto diffuse anche in Puglia. Oggi la MASH rappresenta già la seconda causa di trapianto di fegato in Italia e la prima tra le donne. Sono numeri che impongono un cambio di passo nelle politiche di prevenzione. La Regione – deve costruire un modello di presa in carico capace di individuare precocemente i pazienti a rischio, prima che la malattia evolva verso forme irreversibili. La vera sfida non è curare le conseguenze, ma intercettare la malattia quando è ancora possibile fermarne la progressione. La diagnosi precoce della fibrosi epatica può cambiare radicalmente la storia clinica del paziente, ridurre il rischio di cirrosi, insufficienza epatica e tumore del fegato, migliorando al tempo stesso la qualità della vita e riducendo i costi per il sistema sanitario. La mozione impegna il Presidente e la Giunta regionale a sviluppare percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA) omogenei su tutto il territorio pugliese, rafforzando la collaborazione tra medici di medicina generale, diabetologi, epatologi, gastroenterologi, nutrizionisti e centri specialistici. La MASH non può essere affrontata da una sola disciplina. Serve una rete integrata, capace di mettere in comunicazione tutti i professionisti coinvolti nella gestione delle malattie metaboliche. Solo così possiamo garantire ai cittadini diagnosi tempestive e cure appropriate, indipendentemente dalla provincia di residenza. Particolare attenzione viene riservata alle attività di screening rivolte alle persone con diabete, obesità e sindrome metabolica, considerate le categorie maggiormente esposte al rischio di sviluppare la patologia. In Puglia oltre il 30% delle persone con diabete o obesità sviluppa la MASH e i dati sull'obesità infantile sono tra i più elevati del Paese. Questo significa che dobbiamo investire molto di più nell'educazione alla salute, nella prevenzione e nell'informazione, perché il contrasto a questa malattia inizia ben prima dell'insorgenza dei sintomi".
"La Regione – ha concluso Scalera – deve farsi promotrice, nei confronti del Governo e della Conferenza delle Regioni, del riconoscimento della MASH quale priorità di salute pubblica nazionale e del suo inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). L'inserimento della MASH nei LEA rappresenterebbe un passaggio fondamentale per garantire a tutti i cittadini gli stessi diritti di accesso alla diagnosi, ai percorsi di cura e alle innovazioni terapeutiche. La Puglia può e deve svolgere un ruolo da protagonista su questo fronte". /comunicato
