(AGENPARL) - Roma, 16 Luglio 2026 - La tensione tra Brasilia e Washington raggiunge un picco critico. Il governo brasiliano ha respinto fermamente la decisione degli Stati Uniti di imporre dazi del 25% su una vasta gamma di prodotti brasiliani, invocando la Sezione 301 del Trade Act del 1974.
La risposta di Brasilia: “Decisione deplorevole”
La reazione non si è fatta attendere. Attraverso una nota ufficiale della Segreteria di Comunicazione Sociale della Presidenza, condivisa anche dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva, il governo ha definito la giornata del 15 luglio 2026 come un “quadro deplorevole” nelle relazioni bilaterali.
Il Brasile contesta la logica delle nuove tariffe, sottolineando che negli ultimi 15 anni gli Stati Uniti hanno accumulato un surplus commerciale con il Paese sudamericano pari a 424 miliardi di dollari. Secondo il governo, non esiste alcuna giustificazione economica per misure unilaterali di questa portata.
I punti del contendere
La disputa ruota attorno a diverse questioni chiave che il governo USA ha inserito nelle proprie indagini:
- Sistema Pix: Gli USA mettono in discussione la natura del sistema di pagamento istantaneo brasiliano, definito da Brasilia come un “patrimonio del popolo” e un modello di infrastruttura digitale pubblica.
- Regolamentazione digitale: Il governo brasiliano ribadisce che la protezione dei cittadini e dei minori dalle Big Tech non è negoziabile.
- Libertà di espressione: La nota è netta: la libertà di parola non può essere utilizzata come giustificazione per attività criminali sulle piattaforme online.
Verso la reciprocità e l’OMC
Il governo brasiliano non intende restare a guardare. Per mitigare i danni economici, Brasilia ha annunciato due strategie precise:
- Legge sulla Reciprocità: Avvio immediato delle procedure previste dalla normativa, approvata all’unanimità dal Congresso brasiliano.
- Via diplomatica legale: Ricorso formale al meccanismo di risoluzione delle controversie dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).
Il Palacio de Planalto ha inoltre accusato l’opposizione, facendo riferimento a una presunta collaborazione di esponenti legati alla famiglia dell’ex presidente Jair Bolsonaro nella costruzione di questo scenario punitivo, definendoli “falsi patrioti”.
