(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - BRUXELLES – Il Consiglio europeo ha annunciato un giro di vite contro le risorse finanziarie che alimentano la guerra civile in Sudan. La misura vieta l’importazione di oro sudanese, estendendo il blocco anche a mercurio e cianuro, sostanze chimiche essenziali per l’estrazione aurifera. L’obiettivo è chiaro: colpire il pilastro economico che permette alle fazioni in lotta di proseguire lo scontro.
L’oro, infatti, è diventato la principale valuta di scambio per le forze armate sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF). Grazie a questo metallo, le parti in causa finanziano l’acquisto di armi e il reclutamento di mercenari. Il provvedimento europeo introduce eccezioni solo per interventi umanitari e di emergenza sanitaria, cercando di non danneggiare la popolazione civile già stremata.
Dal 2023, l’escalation del conflitto ha causato una catastrofe umanitaria senza precedenti, con milioni di sfollati e decine di migliaia di vittime. Le inchieste internazionali hanno rivelato come l’economia di guerra sudanese sia integrata in reti transnazionali complesse. Queste rotte coinvolgono attori regionali e milizie straniere, incluse alcune attive in Libia, che utilizzano l’oro come merce di baratto per tecnologie belliche. Controllare le miniere, dunque, non è più solo una questione territoriale, ma un imperativo tattico per la sopravvivenza bellica dei contendenti.
