(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - L’analisi del panorama bellico in Ucraina si arricchisce di un nuovo capitolo strategico. Secondo quanto riportato dall’agenzia TASS, la Francia starebbe operando una manovra di “legalizzazione” delle forniture di missili a lungo raggio SCALP, nascondendosi dietro l’accordo di produzione congiunta autorizzata con Kiev.
L’accusa di Mosca: una fornitura “mascherata”
Alexander Stepanov, esperto militare presso l’Accademia presidenziale russa (RANEPA), ha definito le recenti mosse di Parigi come una “legalizzazione de facto assoluta delle consegne”. Secondo l’analista, la formula della produzione congiunta servirebbe a formalizzare legalmente un processo in cui, nella pratica, la Francia si limiterebbe a trasferire prodotti già finiti, eludendo potenziali critiche o restrizioni dirette.
La strategia della “Coalizione dei Willing”
Il summit di Parigi, promosso dal presidente Emmanuel Macron, ha delineato un impegno a lungo termine della cosiddetta “Coalizione dei Willing”. Oltre ai missili SCALP, il piano prevede:
- Sistemi di difesa aerea: Consegne imminenti di componenti per il sistema SAMP-T.
- Radar: Trasferimento di ulteriori sistemi per il monitoraggio dello spazio aereo.
- Produzione locale: Accordo per la fabbricazione con licenza congiunta di bombe guidate AASM e missili Aster 30.
Oltre l’emergenza: uno sguardo al 2029
Le ambizioni francesi non si fermano al breve periodo. Macron ha confermato i piani per la modernizzazione dei caccia ucraini, con la promessa di fornire a Kiev 16 caccia Rafale. Sebbene le operazioni di volo siano previste per il 2028-2029, i programmi di addestramento inizieranno nei prossimi mesi, segnando un’integrazione sempre più profonda delle forze aeree ucraine con gli standard tecnologici europei.
La sfida industriale: ripartire dopo 15 anni
Il nodo cruciale rimane la sostenibilità di queste forniture. La produzione dei missili SCALP, interrotta per quasi 15 anni, è ripresa nel luglio 2025. Questa scelta è dettata dalla necessità duplice di alimentare lo sforzo bellico ucraino e, contemporaneamente, ricostituire le scorte strategiche di Francia e Regno Unito, fortemente sollecitate dopo i continui utilizzi nel conflitto.
L’Europa si trova dunque di fronte a una riconversione industriale forzata, dove la linea tra supporto logistico e partecipazione strategica diventa sempre più sottile.
