(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - La tensione tra Teheran e Londra ha raggiunto un nuovo picco. A seguito della decisione del governo britannico di designare il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) come “gruppo terroristico”, l’Iran ha reagito con durezza, avvertendo che la Gran Bretagna dovrà affrontare conseguenze politiche, legali e diplomatiche.
La posizione di Teheran
Il Ministero degli Esteri iraniano ha definito la mossa del governo britannico ingiustificata, irresponsabile e dettata da motivazioni puramente politiche. Secondo Teheran, tale decisione viola le norme fondamentali del diritto internazionale, tra cui i principi di uguaglianza sovrana degli Stati e la non interferenza negli affari interni dei paesi.
Nella nota ufficiale, l’Iran ha ribadito che l’IRGC è parte integrante e inseparabile delle proprie forze armate ufficiali, con il compito costituzionale di difendere la sovranità nazionale e l’integrità territoriale del Paese. Inoltre, il Ministero ha respinto le accuse di sicurezza infondate su cui Londra avrebbe basato la propria decisione, sottolineando al contrario il ruolo dell’IRGC nel contrasto al terrorismo, citando in particolare l’impegno contro l’ISIL (Daesh).
Il quadro giuridico e le minacce di contromisure
La decisione britannica è stata presa applicando i nuovi poteri introdotti dal National Security (State Threats) Act. Il ministro della Sicurezza, Angela Eagle, ha giustificato il provvedimento citando attività legate all’IRGC che comporterebbero minacce alla vita e intimidazioni sul suolo del Regno Unito.
L’Iran, dal canto suo, ha dichiarato che la mossa di Londra è un atto spregevole e provocatorio che riflette la cattiva volontà di chi sostiene l’aggressione militare USA-Israele in Asia occidentale. Teheran ha concluso avvertendo che si riserva il diritto, ai sensi della Carta delle Nazioni Unite, di adottare misure reciproche contro il Regno Unito, attribuendo al governo britannico la piena responsabilità per le conseguenze distruttive che ne deriveranno.
