(AGENPARL) - Roma, 13 Luglio 2026 - L’Iran cambia passo e alza la posta. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento, è passato all’attacco sui social per chiarire che i tempi delle concessioni unilaterali sono finiti. Il Memorandum di Islamabad, che doveva regolare il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, è ormai carta straccia per Teheran a causa dei ripetuti raid statunitensi.
L’avvertimento di Ghalibaf
Il messaggio è semplice: Washington ha violato i patti e ora deve aspettarsi le conseguenze. Ghalibaf ha puntato il dito contro il punto 5 dell’accordo, quello che impegnava l’Iran a garantire il transito commerciale, accusando gli USA di usare questo pretesto per colpire le infrastrutture iraniane. La replica di Teheran è stata immediata e su larga scala.
La mappa della risposta iraniana
Mentre il portavoce degli Esteri Baqaei continua a tenere il canale diplomatico aperto, sul campo la musica è cambiata. Le forze iraniane hanno risposto al fuoco colpendo pesantemente gli assetti americani in tutta la regione:
- Giordania: raid mirati sulla base aerea Prince Hassan.
- Qatar: missili balistici sulla base di Al Udeid.
- Oman: attacchi alle strutture di supporto logistico nel porto di Duqm.
- Kuwait e Bahrein: i droni iraniani hanno messo fuori uso radar, comunicazioni e depositi di munizioni.
Il messaggio ai vicini
Non è solo un attacco agli Stati Uniti, ma un monito severo per i paesi che ospitano le basi USA. Teheran ha fatto capire che non resterà a guardare mentre il territorio dei vicini viene usato come trampolino per colpire la Repubblica Islamica. Se la diplomazia resta uno strumento sul tavolo — come ribadito da Baqaei — la sicurezza del Golfo sarà gestita solo dai paesi della regione, senza più intromissioni esterne.
